31 ottobre 2012

SOS Scuola: ecco come recuperare i dispersi

Foto Save the Children_Graziano Atzori 4

Fanno rumore i nomi e le storie dei 114 mila ragazzi tra i 14 e i 17 anni che ogni anno abbandonano gli studi in Italia: parlano a fatica l’italiano, più semplicemente il dialetto,  napoletano, siciliano o romano. Da studenti sono già stati bocciati, anche più volte; come cittadini hanno cucito addosso l’umiliazione per la loro prima grave eliminazione, da cui non si guarisce mai completamente. Lo sanno bene gli educatori dell’Associazione Save the Children, che nella promozione dei diritti all’infanzia, combattono da anni una dura battaglia per l’alfabetizzazione e contro l’abbandono scolastico.

I dati pubblicati da Save the Children denunciano, infatti, una situazione allarmante con tassi di dispersione scolastica altissimi: si stima che oltre 800 mila giovani, il 18% della popolazione in età compresa tra i 18 e i 24 anni, si ferma alla licenza media. Tra le regioni in cui questo fenomeno è più avvertito c’è il Lazio (5,5%) e la Campania con il 20% sul dato nazionale. Per arginare l’epidemia e riprendere attivamente le ricerche di questi piccoli desaparecidos della scuola, a Roma è nato nel 2010 il progetto In-Contro” :programma di attività di accoglienza formazione che coinvolge quasi 400 giovani tra i 14 e i 17 anni, provenienti da famiglie e da contesti disagiati. In-contro è stato promosso Save the Children e sostenuto da Sisal

“Sisal ha sposato questo progetto proprio perché promuove una visione e un approccio al fenomeno che non coinvolge solo la scuola, ma anche i giovani, le loro famiglie, gli insegnanti, il tessuto sociale” – ha commentato Emilio Petrone, AD Sisal. Quella dell’educazione, in tempi di incertezza e di sfaldamento dei legami sociali, risulta essere una sfida di vitale importanza per riportare tanti ragazzi sul fronte della responsabilità e della legalità, e incoraggiarli a diventare domani cittadini migliori.

Forti del successo riscosso con il progetto “In-Contro” nelle periferie romane, Save the Children e Sisal hanno accettato di misurarsi con una nuova sfida in una delle piazze italiane più difficili, dove la presenza dello Stato si dilegua in una cortina impenetrabile fatta di povertà, violenza e abbandono. A Napoli sono 1.283 i minori – 623 maschi e 660 femmine – che hanno messo da parte prematuramente i libri e che non vanno più a scuola. Di questi ben 194 pari al 15,1% sono bambini della scuola primaria. 770, pari al 60%, sono di scuola secondaria di primo grado, 319, pari al 24,9% di scuola secondaria di secondo grado.

Dall’incontro-scontro con queste storie di ordinaria marginalità e sfruttamento, nasce il progettoW la Scuola che, in collaborazione col Comune di Napoli, si rivolge a oltre 4.500 studenti e 100 insegnanti di sei istituti scolastici della II e IX Municipalità. Attraverso il coinvolgimento attivo di bambini e ragazzi secondo la modalità “peer to peer”e la promozione del lavoro di rete (scuole, associazioni, famiglie) il progetto “W la scuola” aiuta i partecipanti a capire, e quindi ad affrontare, le cause che portano all’abbandono scolastico.

Con 80 cent al giorno anche tu puoi dare il tuo contributo, scopri come : http://adozioneadistanza.savethechildren.it/