12 febbraio 2013

Comunicazione 2.0 – Crowdsourcing

Era Giugno del 2006 quando Jeff Howe scrisse un articolo per Wired nel quale portò alla luce per la prima volta la parola “crowdsourcing”. Nonostante siano passati poco più di 6 anni da allora si è registrata una crescita del fenomeno esponenziale.

Il termine crowdsourcing nasce dalle parole inglesi crowd e outsourcing, che rispettivamente  significano folla e appaltare a terzi. In questo caso i terzi sono rappresentati da migliaia di freelancers che utilizzano piattaforme web per mettere in luce le loro capacità creative.

Nel giro di pochissimi anni questo fenomeno è passato dall’essere una soluzione di ripiego per aziende con budget modesti ad un’alternativa solida ed innovativa che sposa i principi cardine del movimento 2.0.

Lo studio di Howe, iniziato con un semplice articolo, si è tramutato in un blog di successo (crowdsourcing.com) che ha tenuto traccia della grande crescita di questa corrente.

Ma quali sono gli ingredienti segreti che hanno portato il crowdsourcing a tale successo?

Secondo il filosofo e autore Pierre Levy è lo sviluppo nel web di “un’intelligenza collettiva” che ha dato vita e linfa ad un nuovo modello di collaborazione per aziende, le quali hanno l’opportunità di operare in un ambiente agile, di qualità e che, soprattutto, porta grossi vantaggi economici.

Qualità e innovazione sono i due punti cardine del crowdsourcing. Non è un caso che Diesel si sia affidata alla community di Zooppa per produrre video creativi a supporto della leggendaria campagna “Be Stupid” o che Telecom Italia abbia affidato sempre a Zooppa lo sviluppo creativo del contest internazionale “I Love Internet” fatto in collaborazione con Wired.

Il crowdsourcing non è solo un fenomeno “Italiano”, nonostante sia Zooppa che Userfarm siano “progetti made in Italy”, colossi Internazionali come Amazon, Google, AT&T, Lady Gaga e tanti altri si sono affidati alle community formate da decine di migliaia di creativi sparsi in tutto il mondo.

Ed è in questo contesto che Sisal, ad esempio, ha chiamato a raccolta i videomakers per festeggiare i 15 anni di Superenalotto, il gioco a premi che ha debuttato nelle ricevitorie Sisal di tutta Italia nel 1997.

I video maker dovranno realizzare, entro il 15 marzo 2013, uno spot di massimo 60 secondi e caricarli sulla piattaforma di video crowd sourcing www.userfarm.com.

Sei un videomaker? Scopri come partecipare anche tu!