18 aprile 2013

Zazie e Studio Azzurro, scopriamo chi sono i Maestri del Progetto Art For Business Mentorship

 

Tecnologia e Arte sono due temi principe del percorso di affiancamento che stanno intraprendendo Paolo Rosa e Marco Ghezzi, i due Maestri del Progetto Art For Business Mentorship, finalizzato ad accompagnare lo sviluppo delle idee creative delle due giovani artiste Elisabetta e Michela.

Paolo Rosa è uno dei fondatori di Studio Azzurro che lavora da anni in ambito di ricerca artistica su video e sui nuovi linguaggi introdotti dalla tecnologia.

Marco Ghezzi da quasi 20 anni opera all’incrocio tra editoria e tecnologia, basti ricordare il progetto Bookrepublic, la prima libreria italiana online che vende libri in formato digitale e Zazie, una vera e propria libreria virtuale.

Noi di Storyboard vi abbiamo presentato in queste settimane il percorso di Mentorship di Elisabetta e Michela ed ora siamo andati a scoprire negli uffici di Sisal il punto di vista dei Maestri, assieme a Simonetta Consiglio, Direttore Marketing e Comunicazione di Sisal, e Valeria Cantoni, presidente di Art For Business.

Partiamo da due frasi simboliche e significative dei Maestri:

Se qualcuno, quando ero giovane, si fosse preso la briga di farmi da maestro, forse avrei fatto meno errori, ma forse sarebbe andata anche peggio…” Marco Ghezzi

“Più che orientare spesso è utile produrre un’operazione di spaesamento per smuovere l’inerzia, le certezze superficiali e un immaginario, anche il proprio, facile allo stereotipo” Paolo Rosa

Proprio su questo concetto ruota tutta la loro azione, ovvero mettere in discussione con spirito critico l’idea creativa affinchè si trasformi in progetto  concreto.

L’approccio aziendale al problem solving invece, come mostra Simonetta Consiglio, solitamente è orientato al risultato e quindi spesso è necessario guidare il protagonista dandogli una serie di opzioni percorribili per arrivare alla meta nel più breve tempo possibile.

Mondo business  =  dare delle soluzioni

Nell’arte, invece, si pongono delle problematiche, si stimola una “crisi” per offrire delle indicazioni sul livello di pragmaticità, suggerimenti che possano decostruire l’idea o trasformarla. Le due artiste sono state invitate a disegnare l’idea, a fare una simulazione di ciò che sarebbe dovuto essere il risultato finale, per arrivare, come sostiene Paolo Rosa, a “costruire un’azione attraverso il racconto delle scelte fatte”.

Nel mondo della produzione artistica l’idea  ≠  progetto

Art For Business Mentorship segue e sostiene il percorso dalla fase creativa alla progettazione esecutiva, poiché spesso l’idea non tiene conto dei fattori pratici e concreti. Ad esempio, l’opera di Michela, destinata a trovare collocazione in un aereoporto, non tiene conto di tematiche legate alla logistica alla privacy, agli apparati tecnologici, al budget o ancora alla location, tutte problematiche che è bene considerare se viene richiesto il coinvolgimento di visitatori.

Il confronto fra artiste e Maestri non è impresa facile in quanto prevede l’incontro fra persone che non si conoscono, abituate a diversi linguaggi espressivi e con esperienze differenti che si trovano a condividere un percorso comune. Molti i ripensamenti, gli scambi accesi, le inversioni di rotta – come la scelta di incontrare i maestri singolarmente per agevolare una dialettica ordinata – superati grazie ad uno strumento antico ma efficace ancora oggi: la domanda.

Chiediamoci quale effetto generano le conversazioni che iniziano con una domanda e quale effetto sortiscono quelle che aprono con un’affermazione.