31 maggio 2013

Io tifo positivo!

Quando lo sport è un lavoro di squadra, la squadra entra in campo. Tanti piccoli campioni con la maglietta verde e il numero 10 sulla schiena che reggono una serie di striscioni “colorare lo sport”, colmi di energia positiva.

Per me il tifo è una cosa che non deve avvenire in maniera violenta ma incitare la propria squadra al posto che picchiarsi e poi anche se si perde non è una cosa gravissima, si può provare a giocare”.

È evidente quanto il problema del tifo violento sia sempre più presente negli sport di squadra e in particolare nel gioco del calcio. Il progetto “Io tifo positivo” prova a rispondere a questa problematica attraverso la formazione dei più giovani a una cultura sportiva basata sui valori di squadra e di supporto positivo del team del cuore.

Invece di guardare la partita ti meni con gli altri?” si chiede uno studente delle scuole medie.

Nelle scuole elementari e medie si insegna che “lo sport non è violenza ma è solo un modo per stare insieme divertendosi”.

Agli studenti, ragazzi e ragazze tra i 6 e i 13 anni, viene proposto un vero e proprio itinerario formativo  per favorire una maggiore consapevolezza del tema, puntando a  costruire le giuste basi per le scelte che saranno chiamati a compiere da futuri adulti e futuri tifosi. I ragazzi sono coinvolti quindi in un percorso basato sull’interazione e la partecipazione,  attraverso giochi, sfide, role playing, drammatizzazioni e realizzazione di lavori creativi, che stimolano i partecipanti a condividere le  proprie capacità e a confrontarsi con i compagni di classe. Grazie a questi lavori di squadra sono state realizzate, ad esempio, la mostra degli slogan, la card “io tifo positivo”, il concorso per votare lo striscione più bello, dei video box, una cartolina del codice etico di comportamento del tifoso.

Durante il progetto i ragazzi hanno avuto anche la possibilità di portare i loro messaggi positivi proprio all’interno dello stadio, mostrando i loro striscioni in occasione di  alcune delle più importanti partite di campionato; hanno incontrato campioni sportivi che hanno raccontato loro la propria storia fatta di passione, impegno, sogni e gratificazioni, ma anche di rinunce, e fatiche. Tutti messaggi profondi, su cui riflettere.

Il progetto è stato sperimentato su 5 province lombarde: Milano, Como, Varese, Monza e Brianza e Lecco, per un totale di 76 classi per circa 1980 studenti. Un’equipe costituta da un coordinatore e due educatori esperti nelle tematiche sportive e nell’uso di tecniche animativo-espressive ha progettato e coordinato tutte le attività.

A chi rivolgere un prezioso Grazie? Sicuramente a Comunità Nuova Onlus, che da 12 anni lavora per valorizzare lo sport come ambito sociale aggregativo e come strumento educativo e di crescita in particolare per i giovani.

Sisal condividendo i valori, gli obiettivi e le metodologie partecipative del progetto “Io tifo positivo”, ha deciso di sostenere l’iniziativa ed è orgogliosa di presentare la sede del progetto, inaugurata presso il Lido di Milano. Un passo avanti che permetterà di rendere raggiungibili, visibili e concreti i risultati raggiunti, oltre che sviluppare nuove linee di lavoro e collaborazione, per creare e diffondere una nuova cultura di sport e tifo.

Nel calcio per esempio ci vorrebbe un terzo tempo, come si fa nel rugby, le due squadre poi vanno in un ristorante e lì diventano amici”(uno dei piccoli tifosi positivi).