25 giugno 2013

I Leoni a Cannes

E’ il 1954 quando un gruppo di committenti di pubblicità danno il via al “Festival Internazionale della Pubblicità”, 187 film in gara da 14 paesi, Il Leone di Piazza San Marco a Venezia dà l’ispirazione al premio Il Leone di Cannes. Dopo 30 anni in cui il Festival si è alternato tra Venezia e Cannes, nell’84 si stabilisce definitivamente a Cannes.

Sicuramente oggi è l’evento mondiale più importante per la creatività nella comunicazione, e dai 187 film partecipanti, oggi siamo passati a ben 36.000 prodotti in gara, 300 giurati e 95 paesi.

Philip Thomas, Ceo dei Cannes LionsMa una cosa è rimasta la stessa negli anni: i vincitori rappresenteranno il meglio del meglio e tracceranno la strada da percorrere per la creatività nel nostro settore”.

Sono state da poco decretate le aziende vincenti che hanno ricevuto l’ambitissimo Lion in una delle 16 categorie: Branded Content & Entertainment, Creative Effectiveness, Cyber, Design, Direct, Film, Film Craft, Media, Mobile, Outdoor, PR, Press, Promo & Activation, Radio, Titanium & Integrated. Occhi puntati sulla nuova categoria, Innovation Lions, che assegna un premio alle tecnologie più innovative del mondo della comunicazione. Tutto ciò che riguarda quindi, applicazioni, tool, hardware, software o prodotti in grado di rivoluzionare il settore.

Come comunicare in un modo innovativo attuando strategie di customer engagement.

Alcune tra le novità più interessanti troviamo l’applicazione per non vedenti e i sistemi di localizzatori di ambulanze, o addirittura l’abbigliamento con gli “update di status” da indossare.

L’Italia per la prima volta esordisce al Festival come “industry” che può fare sistema vincendo 19 Leoni e 1 Grand Prix, legati a progetti e realtà di riferimento tutti diversi.

Welcome to Tokyo Shibuya”, sguardi increduli dei passeggeri che sono scesi da quella che pensavano la linea verde, fermata Moscova di Milano. Per un giorno, a gennaio, la metropolitana di Milano è stata trasformata in quella di Tokyo Shibuya, considerata la più tecnologica al mondo. Cartelloni e annunci, cartine della metro scritte in giapponese, scenografie, attori e allestimenti in stile nipponico, è stato studiato tutto perfettamente per questo salto nello spazio: “la tua linea va così veloce?” recita lo slogan di Fastweb. Una campagna di Ambient Marketing pensata e realizzata da M&C Saatchi cha ha vinto il Leone di bronzo.

Il Leone d’argento è andato al progetto che ha permesso a 50 persone con la sindrome di Down di avere più voce. Questi ragazzi hanno chiesto ad altrettanti 50 personaggi famosi di donare un video alla comunità online per sensibilizzarla al problema e arrivare al 21 di marzo, giornata mondiale sulla Sindrome di Down, con la massima diffusione di voce possibile. Progetto pensato e realizzato da  Saatchi & Saatchi per Coordown.

Il Grand Prix nella categoria media è stato assegnato a “Why wait until it`s to late?” Realizzato da Ogilvy&Mather Amsterdam, un modo tutto social e coinvolgente per promuovere un prodotto molto difficile da trattare, vi lasciamo alle immagini…

Nella categoria Direct, ovvero la capacità di arrivare alle persone nella maniera più coinvolgente e diretta appunto, la protagonista è Heineken, presente ogni anno e forte dei 10 Leoni vinti nel 2010 con il progetto “Autitorium” . Con “Real Master Intuition” quest’anno Heineken ha lanciato un app per indovinare in anticipo le mosse di una partita e in occasione dell’ultima finale de Uefa Champions League che vedeva il Bayern Monaco sfidare il Chelsea, Billy Costacurta e Josè Altafini sono stati vittime di una candid camera. È possibile leggere in anticipo l’esito di un match? In Italia si.

E i Dumb Ways to die? Un fenomeno che ha coinvolto più di 50 milioni di persone nella visualizzazione di un simpatico video con una canzoncina ironica e orecchiabile che ti mostra tutti i modi “Dumb” per morire.  Tanti simpatici personaggi animati che sono apparsi in più puntate sulla rete da Vimeo a Youtube e che hanno permesso la nascita di videogames e app di successo virale.

E’ evidente quanto il mercato abbia bisogno di respirare un’aria nuova, una spinta creativa per combattere la crisi ma anche lo sfruttamento di una varietà di piattaforme che veicolano i messaggi. Ci auguriamo che sia le istituzioni sia le imprese continuino a farsi ispirare e a raccogliere suggestioni da questi fenomeni presentati alla Croisette.