30 luglio 2013

Un giorno nella “Farm” dell’innovazione

H-Farm il team

Metti che un giorno…un team si immerga nelle campagne venete a Ca’Tron, in una speciale fattoria, “la fattoria delle idee”…

La mente umana in questa speciale “factory” italiana diventa un suolo coltivabile inserita in un contesto favorevole a tutto il processo di crescita. Come per ogni attività di coltura è necessario avere degli strumenti adeguati al raggiungimento di una buona annata di raccolta e, nella farm delle idee, sono le attività di mentoring, networking, condivisione, eventi e una folta rete di partner ad alimentare i progetti incubati.

Un’azienda che decide ad andare a visitare H-Farm non lo fa solo per immergersi in un contesto agricolo di assoluto fascino, ma anche e soprattutto per scoprire le realtà innovative presenti all’interno della struttura e generare un meccanismo di scambio.

Le Company che promuovono dei modelli di sostegno alla creatività sentono sempre di più la necessità di confrontarsi con soggetti che fanno innovazione in maniera diversa da come avviene solitamente in azienda. In quest’ultima spesso l’innovazione viene concepita esclusivamente in relazione a prodotti e processi, con una previsione di risultati di medio/breve periodo. Gli incubatori invece hanno dei tempi di verifica e di exit più lunghi, si ragiona su un arco temporale di 4-5 anni. Entrare quindi in contatto con un incubatore vuole dire vedere ed esperire progetti che potranno generare redditività non sempre a breve termine come accade in azienda, ma fra 4-5 anni o quando generano un flusso di denaro importante per l’incubatore e questo offre la possibilità di cogliere l’essenza dell’innovazione del futuro.

E’ difficile capire se non lo si vede… – ci racconta Carlo Garuccio, Coordinatore Product Business Innovation di Sisal – H-Farm nasce in una tenuta agricola nei dintorni di Venezia, la vita delle persone che vivono lì la propria avventura è una vita immersa nel verde ma anche in un ambiente che agevola gli scambi tra le startup, favorisce luoghi fisici dove sviluppare il pensiero, stimolarlo…organizzando eventi ed incontri caratterizzati dall’informalità, come ad esempio gli storming-pizza, delle occasioni di confronto di idee davanti ad una margherita”.

Il modello proposto da H-Farm, agli occhi di un team aziendale, rappresenta una modalità interessante di sviluppare e sostenere l’innovazione, che incuriosisce rispetto alle possibilità di adattamento nelle 4 mura dell’azienda. Un modello che si costruisce attorno al fattore “H”, ossia l’innovazione come fattore umano che ne determina origine e finalità. L’innovazione in H-Farm viene vissuta in maniera totalizzante, con elementi motivazionali che vanno oltre il lavoro e obiettivi di business. È interessante poter applicare in azienda questi principi e vivere i progetti che si portano avanti un po’ come delle proprie creature, delle startup, guardandoli con un’attenzione che va oltre il lavoro giornaliero, ma in un’ottica di cura nel medio-lungo termine.

Ci siamo resi conto che quella giornata ci ha proprio aperto la mente – sostiene Antonio Iannitti, Product Business Innovation di Sisal – ci veniva voglia di pensare a nuove idee o applicare le metodologie delle startup ad una nostra attività. Ti rendi conto che le persone che sono accanto a te stanno facendo qualcosa di innovativo da portare avanti con un entusiasmo che vedi negli occhi…incredibile, veramente incredibile…e quindi tutto questo ti sprona e ti motiva tantissimo, hai la sensazione che qualsiasi cosa possa essere realizzata in pochi secondi

Il ritorno in azienda si porta con sé un bagaglio di conoscenze, esperienze, ispirazioni e motivazioni che possono contaminare il modus operandi quotidiano.

E le startup? Sicuramente alcune di loro hanno voglia di mettersi in contatto con le aziende e di farsi conoscere.

È l’esempio di Responsa, startup incubata in H-Farm, una soluzione SaaS che permette a chiunque di integrare in modo semplice e veloce un’area di domande e risposte dinamica all’interno del proprio sito web o blog. La mission di Responsa è quella di mandare in pensione le vecchie FAQ statiche offrendo alle aziende una soluzione più efficiente per ricevere e rispondere alle domande dei loro clienti, basandosi sull’elaborazione automatica e l’aggregazione degli input forniti dai consumatori stessi. La cosa buffa,è che, come ci ha raccontato Antonio, questo widget può rivelare domande impensabili, come l’esperienza di un fioraio di Londra, che installando il widget ha scoperto che la necessità più frequente dei suoi clienti era rispetto la possibilità di pagare tramite un finanziamento. Non incuriosisce anche voi capire la strana esigenza dei vostri clienti?

È evidente come questi luoghi di confronto possano aprire a nuove opportunità di business oltre che fornire dei metodi per agevolare l’innovazione da declinare in azienda.

Quindi ci vediamo tutti al prossimo storming-pizza? In Sisal dovranno predisporre dei nuovi distributori automatici…

 

Ecco le foto della visita del team PBI di Sisal a H-Farm.

Carlo Garuccio, Rosa Scornaienghi, Antonio Iannitti, Giorgia Jannelli, Valeria Carbone, Leila Arabzadeh, Massimiliano Abbate, Selvaggia Fagioli.