19 luglio 2013

Una vita da meme, cliccare per ridere

Si parla spesso del fenomeno delle meme ma spesso non si sa in realtà cosa sia o da cosa derivi questo termine.

Se prendiamo il termine scientifico il “meme” è “un’unità auto-propagantesi, di evoluzione culturale analoga a ciò che il gene è per la genetica, quindi un elemento di una cultura o una civiltà trasmesso da mezzi non genetici, soprattutto per imitazione.” (Pascal Jouxtel, Memetica. Il codice genetico della cultura).

Il concetto di meme ha avuto origine nell’ambito di una visione biologico-evoluzionista da Richard Dawkins, anche se è stato accettato in maniera un po’ fredda dalle scienze, e a distanza di 30 anni si continua a discutere se le meme possano o meno avere un valore scientifico.

Ma il meme non si limita all’ambito biologico, ma coerente con se stesso, si è propagato anche nella vita di tutti i giorni, acquisendo un senso anche nella cultura sociale. Nella nostra cultura molti sono stati gli esempi di meme: una canzone che si canticchia e che non si smette di ripetere,proverbi o gli aforismi, che sono le meme ancestrali delnostro folclore, ma anche le barzellette che hanno una forte tradizione orale o infine le tanto odiate e tanto diffuse catene di sant’Antonio. I film hanno un forte ruolo memetico grazie alla loro diffusione di massa, in molti si ritrovano ad imitare frasi particolari o modi di dire anche senza aver visto il film da cui sono tratti.

E poi il web che negli ultimi anni ha costruito un vero e proprio linguaggio virale attraverso i tormentoni. La rete, non avendo confini fisici tende a favorire la diffusione delle informazioni, delle idee così come delle attività soprattutto se i contenuti sono popolari e bizzarri.

Le meme del web possono essere un video, una foto, un link, un hashtag che si propaga attraverso i canali social, i siti, le mail, i messaggi etc. Se un meme funziona il tasso di imitazione e di parodia che ne scaturisce è altissimo. Uno dei fenomeni principali delle meme è che il soggetto “colpito” riesca ad appropriarsi dell’idea e la divulghi tramandando qualcosa anche di sé stesso. Susan Blackmore ha ipotizzato che un  altro non è che la collezione delle sue storie memetiche.

Le meme possono trasformarsi anche in fenomeni mediatici di grande rilievo, tutti ricorderete Grumpy Cat, la gatta famosa nel mondo del web a causa del suo broncio, in meno di un anno è diventata una famosa meme e si dice che l’anno prossimo sarà la protagonista di un film…probabilmente non punteranno sulla sua capacità espressiva!

Infografica_meme

 

Quanto però questo tipo di fenomeno culturale può essere utilizzato dal marketing? Moltissimo, perché la forza delle meme è diversa da quella della pubblicità: mentre la pubblicità veicola un messaggio in maniera diretta e con un obiettivo ben definito, ovvero persuadere e attrarre, la meme crea un coinvolgimento totale del soggetto, lo diverte, lo rende parte del processo di comunicazione, trasformandolo in “prosumer”.

Il video di Budweiser ne è un esempio, diventando in tutto il mondo un tormentone per la meme “Wassup” che ha innescato parodie e citazioni in serie tv (“the annoying orange”)

Un esempio recente di meme abbinata ad un evento, invece è quello organizzato da Redbull che ha lanciato nella stratosfera l’uomo dei record Felix Baumgartner, totalizzando 52 milioni di utenti in diretta streaming.  Le meme possono essere quindi anche degli accadimenti o essere utilizzati a fini politici, come per Obama e la sua campagna elettorale a colpi di meme che ha trasformato quello che era un fenomeno goliardico nei suoi confronti in punti forti.

Ma dove si possono trovare le meme? Come si è potuto notare nell’infografica, 4chan ,nata nel 2003, ha partorito negli ultimi 10 anni fenomeni pop che hanno il pregio di essere anonimi, senza copyright e in costante evoluzione. 9gag è un’altra piattaforma che permette di caricare immagini anche da mobile con ben 2 miliardi di visualizzazioni mensili. Ma i siti interessanti sono anche I Can Has A Cheezburger  e Know Your Meme che si può considerare il database delle meme online.

Se vi venisse voglia di produrne qualcuna, tramite Google+ o Facebook potrete crearne o andare su makr.io uno strumento semplice che permette di associare una didascalia alle fotografie, caricarle sul sito e condividerle su Facebook.

“All you need is meme”!