22 agosto 2013

Paolo Rosa, Il cielo è sempre più Azzurro!

L’arte che esce da sé, in senso positivo, può svolgere una funzione simbolica e pratica di antidoto alle patologie dell’età post-tecnologica, spostando il baricentro dalla creazione individuale a quella collettiva, dall’opera compiuta al processo aperto, dalla centralità dell’artista “genio” allo spettatore, con una circuitazione totalmente diversa, gratuita e molto più partecipata degli eventi artistici”.

Le parole di Paolo Rosa ci portano a condividere e vivere l’arte vicino al proprio sé.

La bellezza interattiva della sua arte si traduce in due parole “Studio Azzurro”. La “Factory” artistica italiana per eccellenza nata nel 1982 da una sua idea assieme a Fabio Cirifino e Leonardo Sangiorgi.

Attraverso questo progetto che è poi diventato un vero e proprio collettivo, Paolo Rosa si è sempre spinto, fin dal nuotatore che fluttuava attraverso gli schermi televisivi (Il nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg), verso nuove strade di quella che viene definita l’arte relazionale.

Ed è proprio la bellezza dell’unione tra il comportamento-gesto dello spettatore e la produzione artistica del genio che si incontrano nel luogo dell’esperienza artistica che fonda l’arte e il pensiero di Paolo Rosa. Ha rivoluzionato infatti, sin dagli anni ’80, l’idea e l’immagine del ruolo dello spettatore

la sua partecipazione è una condizione necessaria per dare senso e compimento all’opera e al progetto artistico nel suo insieme”.

L’interdisciplinarietà tra video, teatro, cinema, programmi televisivi, allestimenti e progetti commerciali orientati verso un’integrazione tra l’immagine elettronica e l’ambiente circostante ha reso quest’arte unica nel panorama italiano e internazionale.

30 anni di progetti e lavori dedicati all’innovazione e alla sperimentazione ma anche un forte impegno verso i giovani grazie alla Presidenza al Dipartimento di Arte e Media all’Accademia di Brera di Milano e dei Laboratori della Fabbrica del Vapore, al Laboratorio di videoarte e installazioni audiovisive alla IULM di Milano.

Noi di Sisal e di Storyboard siamo orgogliosi di averlo potuto conoscere grazie alla collaborazione al Progetto Art For Business Mentorship che ha portato Michela De Carlo ed Elisabetta Falanga a sperimentare il processo di produzione artistico di un’idea. Un percorso che ci ha permesso di godere della sua esperienza e visionarietà oltre che del suo estro.

Vogliamo ricordarlo con questa video intervista e rimandare a tutti i giovani artisti e agli amanti dell’arte contemporanea una sua riflessione sul percorso progettuale artistico fatto di felicità ma anche di dubbi e incertezze affinchè possiate continuare a credere nella forza e nell’importanza dell’arte che può uscire da sé per incontrare il mondo.