16 settembre 2013

“La Vetrina è una porta trasparente verso un mondo sconosciuto”

Io vado pazza per Tiffany…specie in quei giorni in cui mi prendono le paturnie

La “vista” secondo Aristotele è il più importante senso e permette di cogliere il mondo che ci circonda, amplificando la nostra immaginazione. L’oggetto “in vetrina” pertanto diventa protagonista assoluto per essere “visto” e percepito, prende parola nella sua rappresentazione aprendo il mondo al “Visual Marketing”. Una disciplina che si occupa della messa in scena dell’oggetto creando un rapporto con il contesto, la creatività legata all’economia e la nostra percezione del mondo esterno. Al visual marketing si affianca la “Vetrinistica” una vera e propria regia della comunicazione; gli oggetti vengono diretti, posizionati e resi personaggi sul palcoscenico-vetrina così come nel teatro, al fine di abbattere la “parete” di vetro tra spettatore/consumatore e prodotto.

Accanto all’aspetto estetico si rileva una maggiore esigenza nel creare un filone narrativo, una storia capace di sollecitare la curiosità verso il prodotto “rappresentato”; l’innovazione, i nuovi media e la tecnologia rappresentano proprio lo scenario futuro del cambiamento dei luoghi d’acquisto tradizionale che si stanno via via trasformando.

Se andiamo alle origini delle vetrine però, scopriremo che sono un’invenzione di fine ‘800 quando si è passati dalla tecnica del vetro soffiato a quello ad aria compressa. Le prime vetrine sono state posizionate nei “passages” coperti di Parigi, gallerie costruite per riparare dalla pioggia e permettere una passeggiata di acquisti tra crinoline, corsetti e cappelli messi in mostra come in un “acquario”. Nasce in questo momento la fantasmagoria delle merci a cui oggi siamo abituati ma che è importante migliorare seguendo il progredire del tempo.

Tutto sta nel catturare l’attenzione in modo efficace, magari usando i colori associati alle emozioni, alle feste o ad altro. Il Rosso e il giallo catturano l’attenzione,  ad esempio, il marrone invece parla di casa. Per mostrare eleganza e raffinatezza il nero è il colore giusto, mentre l’affidabilità e la fiducia sono associati al blu. Il viola, colore legato al misticismo, è adatto ad una vetrina stravagante e fantasiosa. E il verde? Il verde è sinonimo di equilibrio ed armonia. Il verde infonde un senso di giustizia e grandezza d’animo.

Ma vi siete mai chiesti che itinerario seguono i nostri occhi quando osserviamo qualcosa? Dove si posa il nostro sguardo e di conseguenza il nostro interesse quando osserviamo una vetrina? Quello è il punto focale! In generale si può dire che sia posto nella parte centrale della vetrina ad un’altezza di circa 1,5 mt e con un diametro visivo di circa 0.80-1 mt. Nei centri commerciali invece di essere centrale sarà spostato verso destra o verso sinistra in base al senso di percorrenza. Il percorso di lettura di una vetrina, invece, è solitamente centro > destra > sinistra > basso > alto.

Sisal, convinta di quanto sia importante la “vetrina” come luogo di contatto con il passante e quanto sia altrettanto importante il punto vendita nell’esposizione dei prodotti o dei servizi, ha pensato di offrire ai ricevitori del Gruppo Sisal un’opportunità  per migliorare i propri spazi con il concorso “Rimettiti a nuovo”. Ecco di cosa si tratta: innanzitutto è necessario caricare l’immagine della vostra Ricevitoria, dopo aver allestito gli spazi rispettando queste le “3 regole d’oro”, nelle pagine dedicate del Portale o nella tab dedicata sulla pagina Facebook di Sisal. Quindi è il momento di farvi supportare da amici e parenti con gli ormai conosciuti “like” di Facebook e attendere il giudizio della Giuria. Ogni mese verranno premiati i 10 migliori ricevitori e il primo classificato potrà usufruire di un premio di 10mila euro per rinnovare e ristrutturare la propria ricevitoria sotto la guida di un esperto in “Visual Merchandising”.

Quindi incominciate a mettervi all’opera, Storyboard intanto vi mostra una carrellata di vetrine che sono diventate anche delle opere d’arte.

Kyle Bean, giovane designer e creativo inglese celebre per la sua tecnica di “hand craft”e i giochi di parole visuali (famosa la scultura di una gallina fatta di gusci di uova a cui ha abbinato la frase <what came first?>) e vicino alle nuove tecnologie e all’innovazione ha allestito con le sue installazioni i magazzini Selfridges di Oxford Street.

David Lynch, artista poliedrcio e padre del cinema dei simboli, nel 2009 ha realizzato delle multimediali installazioni “la donna e la macchina” per 11 vetrine dei magazzini LaFayette di Parigi.  “Vedo queste finestre come un labirinto, la strada di un museo dove muoversi attraverso gli indici. La vetrina è una porta trasparente verso un mondo sconosciuto

E quando la vetrina dialoga con il passante? I progressi tecnologici e la multiemedialità hanno portato  ad avere pannelli con cristalli liquidi e sensori, microcamere e display. Un esempio italiano è quello di Flavia Sparacino, ricercatrice italiana ha messo a punto per il periodo natalizio del negozio Onward, un meccanismo che all’arrivo del passante, interagisce in maniera provocatoria cambiando le espressioni da rivolgere a chi guarda: una volta una linguaccia, una volta un sorriso o un bacio.

Una ballerina può essere spostata e fatta ballare nel modo in cui vogliamo con il solo movimento delle mani avanti alla vetrina del negozio Repetto che vende scarpette di danza.

Nike nei magazzini Selfridges ha installato una casa dell’innovazione e creato una serie di vetrine che interagiscono con diverse tipologie di sportivi che passano davanti alle vetrine…

Le vetrine però possono anche essere collegate a dispositivi mobili, dispositivi di visione, o guanti che aggiungono informazioni multimediali e sensoriali al passante che osserva la vetrina. Il video seguente vi mostrerà gli esempi di vetrine a realtà aumentata nel mondo dei prodotti di lusso per entrare in mondi paralleli che ruotano attorno alla merce.

Ora tocca a voi creare il vostro “acquario-palscoscenico” creativo!