24 settembre 2013

Schermo, schermo delle mie brame, chi è il miglior testimonial del reame?

Tutti ricorderanno Calimero o Megan Gale, Fiorello o la “mitica” particella di sodio dell’acqua Lete… personaggi entrati nelle nostre case, diventando “amici di famiglia”, consiglieri dell’acquisto, persone di fiducia.

Ma che effetto produce la “parola di Francesco Amadori”? Il personaggio sul prodotto?

Quello che si tenterà di fare, è un breve excursus sull’efficacia del testimonial e sul valore aggiunto che fornisce alle vendite del prodotto.

L’utilizzo di personaggi famosi come garanti dei prodotti reclamizzati, nasce in Italia nel 1957 con il mito del Carosello, insieme di sketch comici seguiti da messaggi pubblicitari. Ve li ricordate Carmencita, Topo Gigio, la mucca Carolina?

Sono loro i primi testimonial che raccontavano sottoforma di dialoghi, mimi e piccole recite i pregi di un prodotto. Gli spettatori venivano coinvolti dalle loro scenette promozionali, cogliendo così i suggerimenti relativi ai prodotti. Negli anni ‘80 l’inizio della tv commerciale segna la fine del Carosello: crescono gli investimenti pubblicitari e nascono i tormentoni “o così o Pomì”, “l’uomo Del Monte ha detto si”, accompagnati dai jingle-tormentoni.

Le aziende iniziano la ricerca del volto perfetto: consumatori tipo o personaggi famosi dello spettacolo, del cinema o dello sport che, con simpatia appeal e professionalità, attirano l’attenzione del pubblico.

Nell’ambito del marketing mix e all’interno dell’attività di comunicazione, il testimonial rappresenta la scelta strategica di chi affida al personaggio il prodotto, per poi diffondere un messaggio ancora più coinvolgente.

Ma secondo le ricerche del Professor Yannopoulos, esperto di marketing,  la scelta del testimonial non è mai casuale: il testimonial deve incarnare i valori del prodotto e trasmetterli in maniera diretta ed efficace ai clienti. Deve possedere doti di notorietà, credibilità, competenza e capacità di rassicurazione, essere in sintonia non solo con il prodotto, ma anche con il target di riferimento.

Vi siete mai chiesti quale sia stato il testimonial-portavoce di maggior successo di tutti i tempi?

È Topolino! Secondo le ricerche è lui il re dei testimonial, con il pregio di essere riuscito ad adattare la sua immagine e messaggi per  diverse culture.

L’attrattiva del testimonial è una delle caratteristiche principali. Da Brad Pitt a Di Caprio, passando per Clooney, gli attori sono sempre stati tra i testimonial che hanno ricevuto più approvazione, giocando sul loro fascino; come in questo spot legato ad un brand modaiolo, dove Matthew McConaughey viene seguito dalla telecamera nell’espressione massima del suo essere  gentleman…

Oppure Clooney che utilizza il fascino per creare divertenti misunderstanding sul proprio ruolo di testimonial all’interno dello spot.

A volte il testimonial può diventare il protagonista di un cortometraggio ad episodi, come nel caso di Justin Timberlake che vivrà una corsa contro il tempo all’interno di una vicenda degna di un thriller.

Sisal Matchpoint invece ha scelto un personaggio amato dall’Italia intera, un uomo affascinante ma soprattutto un atleta di alto livello: Campione del Mondo del 2006 e Vice-Campione d’Europa nel 2012. Considerato un giocatore di grande tecnica, il “regista” della propria squadra.  Nel mondiale del 2006 è suo il primo goal contro il Ghana e in finale ha servito una spettacolare palla goal su calcio d’angolo. In quell’occasione ha ricevuto l’onorificenza di “Man of the match”. Claudio Lippi lo ha definito “un leader silenzioso che parla con i piedi” e che ha segnato 61 reti in tutta la sua carriera.

Un uomo che ha indossato una maglia che ha fatto sognare tutti gli italiani amanti dello sport e che in molti vorrebbero “inseguire” per scoprire i segreti del suo successo.

Storyboard nei prossimi appuntamenti vi racconterà i retroscena dello spot di Sisal Matchpoint con protagonista Andrea Pirlo…ma intanto rivolgiamo una domanda: quali sono stati per voi i migliori testimonial sportivi di sempre?