24 ottobre 2013

Come affermarsi nel mondo della moda: la storia della fashion designer Eulalia

10 tentativi al giorno, 5 domande e circa 30 secondi per rispondere…giovani studenti, creativi in ambito style, fashion, design, fotografia, blogging, video etc. siamo nel pieno della competizione per “puntare” sul talento!…Come siete posizionati? Solo i primi 100 potranno partecipare all’estrazione di 3 premi da 10 mila euro per realizzare uno dei propri progetti creativi. Per chi ancora non lo conoscesse, stiamo parlando della sfida più alla moda del momento: il  Vogue’s Game powered by Win for Life di Sisal e realizzato in partnership con Vogue Italia.

Come vi avevamo accennato, Storyboard, in occasione di questo evento che unisce il fashion e il fun, vi accompagna con interviste, consigli e curiosità nel mondo della creatività e del talento. Nella prima tappa abbiamo incontrato Elio Fiorucci, oggi invece vi parleremo del talento femminile legato al fashion design e dei modi per promuoverlo.

Lei si chiama Eulalia, per gli amici Lali, è spagnola, sognava da bambina di venire ad abitare in Italia e ha realizzato il suo sogno venendo nel nostro Paese per partecipare a un corso del Teatro alla Scala di Milano e proprio qua, dopo alcuni anni ha trovato l’amore. Ha un piccolo ma molto luminoso studio in casa e si può dire che le sue creazioni siano totalmente home-made, dall’etichetta al sito web. Insomma Eulalia è diventata imprenditrice di se stessa…

Le abbiamo chiesto per iniziare se si definisce una stylist, una sarta o una fashion designer

“Un po’ di tutto perché senza il tutto non riesci a fare certe cose. Tu puoi ideare un abito, ma se non sai cucirlo, non puoi fare quello che avevi in mente…Io ho fatto un corso da modellista, poi diversi corsi di stampa su tessuti, di pittura, di belle arti etc. Ho sempre cercato di completare la mia formazione con attività che potessero servirmi per il mio lavoro.”

Terminati gli studi, Eulalia inizia a lavorare per aziende di moda, una che produce abiti da sposa e un’altra abbigliamento per adolescenti. Poi decide di aprire a Barcellona il suo marchio. Quindi prosegue lavorando per la tv, la pubblicità e il cinema.

E poi l’Italia…

“Si un giorno ho deciso di venire in Italia e fare un corso di sartoria teatrale al Teatro alla Scala di Milano.”

Perché hai scelto la Scala di Milano?

“Perché è l’unico corso di sartoria da palcoscenico in Europa. Ho imparato tanto da questa esperienza: ho visto cosa vuol dire fare un cartamodello storico, come venivano realizzati nel ‘700 e nell’800; ho studiato l’arte della cucitura e lavorato con costumisti di fama internazionale e per opere come l’Aida o il Falstaff in cui i costumi erano tutti dipinti a mano.”

Cos’è per te il talento?

“È la “virtud” di vedere le cose invisibili. Dal nulla vedere qualcosa. Magari in un angolo c’è un tessuto stropicciato e pensi a trasformarlo in abito.”

Si parla sempre di più dell’importanza che hanno le guide nella nostra vita, hai avuto o hai una guida nel tuo percorso?

“Si ho diverse guide. Ho Alessia che è il mio agente commerciale. Lei espone e presenta i miei capi in uno showroom e mi guida appunto nel percorso commerciale, poi c’è Roberto, mio marito, che mi guida nel percorso emotivo e mi spinge tutti i giorni a credere in me stessa, oltre che aiutarmi nel business plan e infine sicuramente i miei genitori, che sono la mia guida nella vita. Mi hanno sempre spinta a fare quello in cui credo e sono spesso la mia fonte di ispirazione.”

Quali sono i tuoi punti forti e quali invece le aree di miglioramento?

“Osservo la realtà che mi circonda, mi impegno al punto che non faccio altro nella vita e mi sforzo tanto…come aree di miglioramento? Bè, sicuramente sono disorganizzata e faccio un po’ fatica a comunicare. Ad esempio ho un brutto rapporto con il telefono (sorride) perchè vivo un po’ nel mio mondo. Però cerco di imparare dalle persone che mi circondano: da Roberto sto imparando l’organizzazione e da mio padre ho imparato le tecniche imprenditoriali. Cerco di imparare da chiunque.”

A proposito di percorso imprenditoriale, Eulalia a questo punto ci racconta come due esperienze appena trascorse l’abbiano formata e resa più sicura di sé e del suo progetto. Ha partecipato, infatti, alla seconda edizione di “Super” di Pitt Immagine, una fiera che ha raccolto 235 collezioni di accessori e prèt-a-portér donna, di cui un terzo estere, per la Primavera/Estate 2014. Il marchio EulaliaB si è immerso tra 5.500 compratori e più di 1.100 buyer. Chikako Muto, merchandise manager women’s fashion department vedendo l’offerta ha commentato questa esperienza: Una fiera come Super rappresenta un’occasione importante per lo scouting di nuovi brand, soprattutto per noi che siamo interessati alle collezioni Made in Italy. La selezione è molto buona, sia per le collezioni casual che per gli stili più formali: i nostri clienti sono diversi per età, gusti e stili”.

“Un ottimo modo per farsi conoscere – ci racconta Eulalia – io vesto tutte le donne, i miei abiti sono anche per quelle persone che vogliono sentirsi donne anche se sono formose o hanno qualche kilo di troppo. Le mie donne, vogliono vestire comode ma con stile. I miei abiti, infatti, sono per donne coraggiose, che lavorano e che stanno in giro tutto il giorno, vanno bene sia di giorno che di sera, basta cambiare un accessorio. E soprattutto utilizzo tessuti molto particolari e ricercati che non si stropicciano, per rimanere fashion a tutte le ore del giorno. Adesso distribuisco in alcune boutique in Italia e in Spagna e sicuramente “Super” di Pitti Immagine mi ha dato una mano per incontrare i buyer. Ora mi sto buttando anche sull’online perché hai la possibilità di avere una grande visibilità e il fashion design sta andando molto bene nell’online.  Internet favorisce i piccoli marchi come me, anche se a volte la rete può essere pericolosa e sporcare il fashion design. Il fashion designer è una persona che fa un percorso di vita per diventare quello che è non ci si può improvvisare. Con Instagram, ad esempio, siamo diventati tutti fotografi. A volte internet pone delle difficolta, perché non c’è il contatto con il tessuto e quindi devi saper scegliere capi più particolari esteticamente perché il tessuto, appunto, non viene percepito e questa è uno dei miei punti di forza.”

A proposito di online, parlaci dell’esperienza di Wowcracy

“Ho ricevuto una mail da loro e a pochi mesi dal termine del progetto, anche se non ho raggiunto l’obiettivo, posso dire di aver partecipato ad una bellissima esperienza in cui ho imparato molte cose che a scuola non ti insegnano. Ho imparato a dare una definizione ai miei capi, a come muovermi nella comunicazione online e soprattutto sui social. Vedere come la gente risponde a quello che fai. Sono stata contattata da diverse persone e ricevuto critiche costruttive. Un’esperienza che ripeterei assolutamente!”

Pe tutti coloro che si chiedessero cos’è Wowcracy, Storyboard ha intervistato Davide Tronzano, uno dei 4 co-founder del progetto.

Davide, Wowcracy sta per…

“La democrazia delle cose belle.

Quali sono le 3 regole per poter entrare nel circuito di Wowcracy?

“Andare sul sito Wowcracy.com e registrare il proprio profilo. Basta un minuto. Per i designer, è importante la capacità di sviluppare e di produrre la loro nuova collezione di moda. Tutti possono partecipare. Per chi ama la moda, la regola è la curiosità di scoprire un nuovo prodotto di qualità.”

Com’è nata l’idea di aprire una Kickstarter del fashion design in Italia?

“Perché c’è bisogno di una vetrina dedicata solo alla moda.”

Il talento per te è…?

“La capacità di fare tutto il giorno quello che ti piace. Il talento fa parte di tutti. “

A questo punto abbiamo chiesto a Eulalia e a Davide un punto di vista sulla rendita del proprio talento e quanto sia importante avere a disposizione 10.000 euro per lo sviluppo della propria creatività attraverso un App Game totalmente gratuita come il Vogue’s Game

D – “E’ importante la partecipazione. Ogni talento può vincere quando partecipa. La forma migliore per finanziare i progetti creativi è dare credito alle idee. Non significa solo investire soldi. Significa anche ascoltare, perché le idee sono il motore organizzativo.”

E – “Per me è assolutamente importante, sono tanti  10.000 euro. Io con questo premio farei tante cose: 10 collezioni di campionario, quindi 5 anni di campionari, oppure un investimento nella comunicazione, nel social media marketing, nella comunicazione online o riuscirei a dare un piccolo contributo alle persone che mi stanno aiutando gratuitamente in questo progetto.

Quindi il fun può essere anche fashion?

D – Si

E – “Guarda vi riporto questa frase di Coco Chanel: “La moda non esiste solo nei vestiti. E’ nel cielo, è per strada. Ha a che fare con le idee e con quello che succede». Quindi si il fun e ovunque!”

Siamo arrivati alla fine di questa tappa, come dice Eulalia nel video non resta che sognare…quindi un in bocca la lupo per EulaliaB con la speranza che avveri tutti gli altri suoi sogni e…

per voi giovani creativi che state leggendo…oggi vi abbiamo dato alcune indicazioni su come provare a far avverare anche i vostri sogni, vi lasciamo con 3 consigli preziosi di Davide Tronzano e vi diamo appuntamento alla prossima tappa nel mondo della creatività con Vogue’s Game powered by Win for Life di Sisal.

Scegliere un lavoro. Imparare il lavoro. Fare meglio il proprio lavoro.” (Davide Tronzano)