29 ottobre 2013

Tecniche di Brainstorming… Consigli per generare idee!

Mattina, sala riunioni. L’odore del caffè e delle brioche appena sfornate dal signor Franco, il pasticcere del bar sotto l’ufficio: lui sa come addolcire le nostre riunioni. Le prepara su un vassoio e le avvolge con un tovagliolo, così l’odore si diffonde dolcemente.

Passa Paolo, lui è sempre il primo ad arrivare in ufficio, ritira le brioche e le posiziona al centro della tavola. C’è sempre quella in più per il goloso del team, Stefano. Poi sistema il registratore e si accerta del funzionamento: “prova, prova” perfetto.

“Buongiorno a tutti!” si sente dall’ingresso, entrano le ragazze. Rigorosamente assieme, si danno appuntamento sotto il portone: c’è Sara, quella “stramba” ma dalle idee geniali, forse merito dei suoi capelli spiritati e Francesca, quella seria e ordinata, il classico tipo “da camicetta e occhiale” che non si separa mai dal suo taccuino.

Ecco Sonia, quella che “veloce veloce che ci sono mille cose da fare!”, mamma single e piena di energie, che si sdoppia e conclude più lavori contemporaneamente, che prende le situazioni di petto e non si scoraggia mai!

Manca solo Sandro, è sempre in ritardo, ma la sua esperienza ne fa un componente indispensabile del team, lui è quello saggio.

Nell’attesa che sia tutto pronto per cominciare, c’è chi smarca le ultime mail, chi si scambia idee sul progetto, mentre Paolo dalla sala riunioni chiama a raccolta il gruppo.

Bene cominciamo. Play sul registratore. Tono composto e obiettivi sul piatto. Lui, serio e professionale, quando parla è un piacere ascoltarlo. Sul muro una lavagna bianca che si appresta a diventare un patchwork di idee.

Il brainstorming è cominciato: una generazione continua di idee “wild” seguite da giudizi e dibattiti, bocciature e approvazioni, lanciate da un team il cui obiettivo è generare un risultato efficace… Perchè il gioco di squadra rende più forti…

“Per favore Sara un po’ di ordine, se parliamo tutti assieme non si capisce nulla” – ecco, puntuale come sempre, il richiamo di Sandro – “dobbiamo cercare di seguire una linea guida in modo da non perderci lungo la strada…”

Farà forse riferimento alle 4 regole di Alex Osborn, il fondatore del metodo brainstorming:

  • Generare quante più idee possibili
  • Dare un giudizio su tutte le idee
  • Sviluppare idee selvagge, non premeditate
  • Raccontare dettagliatamente le rispettive idee

Il brainstorming però, sfocia spesso nella generazione di un grande numero di idee alla rinfusa, più che in un percorso ordinato: può sembrare un metodo caotico che non riesce a produrre i risultati desiderati, ma fornirà certamente un terreno di partenza per la selezione e la raffinazione di idee in soluzioni pratiche.

Certo che Sara, sarà anche confusionaria, ma le sue idee e la sua creatività spiccano sempre in tutte le sessioni di brainstorming. Poi serve la precisione di Francesca che da un senso logico e strutturato a proposte vincenti ma ingarbugliate: loro si completano, una crea e, come il più strambo degli artisti, spruzza il colore sulla tela, l’altra da concretezza, precisione e pulizia al disegno.

Poi interviene Stefano: “Ragazzi ma siamo sicuri che stiamo percorrendo la strada giusta? Non so, a me queste tecniche non convincono” e sorseggia il suo caffè.

Chi lo sa, magari Stefano ha ragione. Ci sono stati diversi studi condotti sull’efficacia del brainstorming e, i risultati ottenuti, sono stati spesso deludenti. Richard Wiseman, professore di “Public Understanding of Psychology” alla Hertfordshire University (UK), nel suo libro “59 seconds” sostiene:

Over 50 years of research shows that people often reach irrational decisions in groups … and highly biased assessments of the situation… strong willed people who lead group discussions can pressurise others into conforming, self-censorship and create an illusion of unanimity.

Le persone, secondo Wiseman, sono più creative lontano dalla folla. Le persone hanno utilizzato il brainstorming e soffocato le loro idee creative anziché stimolarle.

Ma allora questo significa che dobbiamo abolire la pratica del brainstorming? No, la collaborazione nel mondo del business è sicuramente fondamentale, ma ci sono alcuni aspetti da cui non si può prescindere. Questi sono:

  • una forte leadership in grado di dar spazio anche alle idee più timide
  • il tempo per pensare
  • la condivisione delle idee da parte di tutto il team
  • un’alternativa efficace per ogni strada che si scarta

Edward de Bono, fisico autore ed inventore Maltese, nel suo libro “Six Thinking Hats” suggerisce un modo di pensare e affrontare discussioni di gruppo basato su 6 diverse direzioni, i cappelli, a cui vengono assegnati colori diversi:

  • Cappello bianco per Francesca: serve a volgere uno  sguardo ai fatti stessi, raccogliere quanti più dati possibili
  • Cappello giallo a Sandro per guardare al valore e ai benefici positivi. E’ il cappello dei responsi ottimistici, perché infondo c’è sempre bisogno di qualcuno che veda il bicchiere mezzo pieno
  • Cappello nero per Stefano: sguardo fisso sugli aspetti negativi, sulle difficoltà e i pericoli
  • Cappello rosso è per Sonia per esortarla a usare i sentimenti e intuizioni emotive, a lasciarsi andare e non prendere sempre tutto di petto
  • Cappello verde è per Sara, che utilizza approcci creativi e prende in considerazione nuovi concetti e alternative originali
  • Il Cappello blu, lo indossa Paolo in qualità di leader e moderatore.  Serve alla supervisione del processo di brainstorming e a rivedere le idee generate

Bene siamo al coffee break, finalmente è il momento del croissant. Come sempre è Stefano ad aprire le danze, e tra un boccone e l’altro, Paolo continua a scrivere sulla lavagna.

Tutti d’accordo sul fatto che l’idea di Sara funziona più delle altre. Ci pensa Francesca a fare il report della riunione per il grande boss.

Stop al registratore e alla prossima seduta di brainstorming, magari questa volta davanti ad una pizza come fanno ad H-Farm!