20 dicembre 2013

Terza tappa di Videomaker SuperStar: Storyboard incontra Gianfranco Grenar

Altro giro, altra corsa! Eccoci di nuovo a parlare di multimedialità! Dopo le interviste ad Andrea Martelli e Andrea Bonfanti, vi presentiamo il terzo vincitore di Videomaker SuperStar, selezionato dal contest “SuperEnalotto. 15 anni di sogni italiani”! No lui non si chiama Andrea, si chiama Gianfranco Grenar, ha 38 anni ed è di Bari.

Con Gianfranco e le sue video-pillole tutorial creative, abbiamo imparato a non scoraggiarci se disponiamo di mezzi tecnici poco professionali perché basta avere una bella storia da raccontare e una giusta idea creativa, non bisogna aver paura di trasformare il difetto in un elemento di stile. Del resto, come dice De Andrè “dal letame nascono i fior!”

Poi abbiamo capito come scegliere gli intervistati. Chi “buca” lo schermo, chi ha carisma e chi è spigliato, è senza dubbio il miglior interlocutore per una video intervista.

Infine, ci ha spiegato come diffondere la creatività attraverso i social. In questo modo ogni  aspirante videomaker, potrà consentire una diramazione virale dei video e guadagnare notorietà!

Ma adesso è arrivato il momento di conoscerlo meglio.

Ciao Gianfranco, iniziamo: da quando è nata la tua passione?

Direi proprio che è una passione che ho fin da quando ero piccolo. Il fascino della lettura è ciò che ha sempre formato il mio carattere e i miei sogni. Io avrei voluto da sempre fare lo scrittore ma nel frattempo fare una carriera un po’ diversa: io sono informatico nella vita e la scrittura è rimasta una passione. Ti potrebbe sembrare un lavoro antitetico rispetto a quello del videomaker, in realtà anche la creatività più “selvaggia” deve essere temperata dal metodo e dalle regole.

Italo Calvino, ad esempio, diceva che la gabbia di uno scrittore non deve essere troppo stretta ma nemmeno troppo larga, altrimenti vieni soffocato dalle regole. Le regole le devi conoscere ma le devi anche saper violare nei modi giusti. Io utilizzo l’emisfero sinistro dell’informatico e quello destro del creativo ad esempio.

Qual è stata la tua gavetta da giovane video maker quindi?

In realtà sono un autodidatta, anche se questo termine non mi piace molto. Spesso con “autodidatta” la gente definisce una persona che ha fatto un percorso incompleto, improvvisato. Io in realtà ho imparato il mestiere guardando quello che facevano gli altri. Giravo i miei primi video senza troppe pretese, con una videocamerina che aveva solo i tasti rec e play. Ho fatto il mio primo montaggio dopo averlo visto fare ad un amico. Avevo l’incoscienza di buttarmi!

Quali sono secondo te le regole/caratteristiche/qualità principali per essere un buon video maker?

La prima cosa fondamentale è osservare la realtà per capire cosa vuoi comunicare. Dopodiché bisogna avere certamente le competenze di uno scrittore per mettere le idee sulla carta e quelle di un informatico per poter stendere il piano di produzione di una sceneggiatura e infine quelle di un operatore di ripresa, del direttore della fotografia e di chi si occupa della post produzione. Tutto questo in una sola persona!

Qual è la tua produzione di maggior successo, che ti è piaciuta di più o che ha avuto maggior visibilità?

Un cortometraggio proiettato all’interno di un Festival che mi è stato commissionato da Sony Ericsson per il loro mobile film festival. Regola n.1: fare delle riprese solo con l’uso di uno smartphone. Decisi di raccontare la storia di un collezionista di fallimenti. Il cortometraggio è venuto molto carino e sento che mi rappresenta molto perché, nel piccolo, è quello che io faccio come video maker e come uomo, perché io cado, mi rialzo, guardo indietro e riesco a sorridere!

Bello, ci piace! A proposito di nuove tecnologie, come sta cambiando il video making con l’ingresso di Internet?

Tutte le innovazioni tecnologiche degli ultimi 10 anni circa, hanno dato accesso a tutti ai mezzi di produzione. Prima si doveva fare una gavetta lunghissima o nascere in una buona famiglia che potesse pagarti gli studi, le trasferte a Roma e che avesse agganci nell’ambiente. Oggi una persona ha un’idea, la mette su YouTube e da lì si apre un circolo virtuoso: se vali inizi ad avere un pubblico che nel tempo ti supporta sempre di più e si ingrandisce, e ti considera quasi come gli altri, quelli che ce l’hanno fatta.

Quando ti sei detto “Bravo!”

Non è frequente! Io ho fatto parecchie gare di creatività, e quella di SuperEnalotto è una delle tante e ho vinto più di 60 premi, di cui almeno 20 sono primi posti. Ma quello che poi dovete sapere è che dietro questi 60 premi ci sono 260 video fatti, di cui 220 video che hanno partecipato a gare di creatività. Ecco perché non riesco a dirmi bravo: il fatto di aver perso così tante volte ma di aver avuto la forza di continuare, per me significa che quando fai qualcosa di bello, non devi essere tu a dirtelo ma devono essere gli altri!

E invece, qual è il tuo kit di sopravvivenza?

Nel kit ci metto quello che mi può servire a livello tecnico. Non ho oggetti scaramantici, perché non credo nella fortuna, penso che sia il modo in cui gestisci le situazioni che crea un vantaggio… Ad esempio giochi al SuperEnalotto e pensi che sia solo questione di fortuna. Per me non è così, non c’entra la fortuna, ma il divertimento che ci metti, perché il fine è quello di divertirsi!

Kit Videomaker SuperStar Gianfranco Grenar

Il tuo occhio aperto sul mondo, cosa preferisce guardare?

Non ho un elemento particolare che preferisco guardare…Ad esempio i miei video toccano tutti i generi: favola, documentari, trash, cartoni animati, cortometraggi, commedie, video clip…insomma sono innamorato di tutto e non mi focalizzo mai su una cosa o su un genere solo!

Frank Capra diceva: il cinema è uno dei tre linguaggi universali. Gli altri sono la matematica e la musica. Come vai in matematica? E in musica?

Sono bravino in matematica. E per quanto riguarda la musica, non contento di fare l’informatico e il video maker, sono anche compositore di testi!

Secondo te è meglio la tecnica o l’immaginazione?

Ti do una risposta generica: la potenza è nulla senza controllo! Ogni percorso è personale, ognuno di noi sa per istinto cosa fare ma, se qualcuno ti dice che non funziona, forse è meglio fermarsi un attimo e pensarci su…

Un aneddoto divertente legato al progetto Videomaker SuperStar?

L’idea di base era quella di andare sul posto e sfruttare la spontaneità della gente e inventarsi un film. Quel giorno grandinava e mi sono trovato con pochissime persone e tutte molto timide. Per fortuna ho escogitato un “piano b” coinvolgendo nella storia Capitan Fortuna e la Dea Bendata, solo che le persone non parlavano tanto quindi ho cercato di puntare sulla mimica facciale. Per fare questo, mi sono presentato come ispettore del fisco e gli ho detto: “qui c’è qualcuno che ha vinto…e io lo voglio tassare!” E da li ho ottenuto l’esatta reazione che volevo. Ho suscitato un po’ di timore. Erano tutti impietriti!

Se tu dovessi regalare una telecamerina ad un ragazzo appena diplomato o laureato cosa gli diresti?

Gli direi: “vai e divertiti!”. Per me in questo mestiere devi divertirti, imparare dagli errori, riderci su…divertirsi appunto! Poi se hai una buona dose di creatività e ti diverti a fare quello che fai, con piccoli sacrifici puoi ottienere tutti i risultati che vuoi!

Qual è il tuo regista o film preferito o da cui trai ispirazione?

Ho almeno 4 film, anche se potrei dirtene molti e molti altri: “2001 Odissea nello spazio” di Kubrick, per il sogno dell’esplorazione; “C’era una volta in America” di Sergio Leone, per la memoria e il passato; “Ritorno al futuro” per modificare il presente; e per ultimo “Vieni avanti cretino” per no prendersi troppo sul serio.

Lasciamoci con una battuta per te magica di un film…

Ve ne lascio 2: “Nessuno può mettere Baby in un angolo” tratta da Dirty Dancing e “La sua soddisfazione è il suo miglior premio” da Vieni avanti cretino. Dopo Kubrick e Leone queste 2 frasi fanno capire come non lascio fuori nessun genere!

Adesso che il nostro viaggio nella multimedialità si è concluso, tocca mettere in pratica i consigli ricevuti da tutti i nostri Videomaker SuperStar e magari i prossimi potrete essere proprio voi!