19 febbraio 2014

Lo smart working. Un’idea per migliorare la qualità della tua vita!

Smart Working e Lavoro Agile cosa significa in sostanza? E come può essere applicato in una grande Azienda Italiana? Il Direttore delle Risorse Umane di Sisal, Andrea Orlandini, oggi ci accompagnerà nell’approfondimento di quello che da molti è considerato un progetto innovativo e applicabile anche alla realtà italiana.

Il Comune di Milano ha infatti lanciato nella giornata dello scorso 6 Febbraio, l’iniziativa Lavoro Agile, che ha avuto l’obiettivo di promuovere un’organizzazione del lavoro che rispecchi la trasformazione della città, più flessibile e dinamica, in grado di adeguarsi ai cambiamenti del mercato e alle nuove esigenze di vita. Secondo i dati di Confcommercio, circa 6.000 persone hanno aderito alla giornata del Lavoro Agile, dipendenti di 104 aziende grandi, medie e piccole, cooperative e studi professionali ma anche enti pubblici come i comuni di Torino e Cremona. Oltre, ovviamente, al Comune di Milano che ha visto 200 tra lavoratrici e lavoratori svolgere in questa giornata le proprie mansioni al di fuori del loro ufficio.

Buongiorno Dottor Orlandini, come mai Sisal ha deciso di partecipare alla giornata del Lavoro Agile?

“Abbiamo aderito alla giornata del Lavoro Agile di Milano perché, innanzitutto, riteniamo importante la collaborazione con le Istituzioni del territorio su cui operiamo; in secondo luogo perché l’iniziativa, dal nostro punto di vista assolutamente interessante, si inserisce nel più ampio progetto dello smart working, su cui noi, come Sisal, ci stiamo impegnando. Questo è un progetto in cui crediamo e che sta riscontrando molta positività da parte dei nostri dipendenti.”

Che differenza c’è tra telelavoro e smart working e che posizione ha assunto Sisal in merito a questa nuova modalità di lavoro?

“Sisal è stata una delle prime aziende a operare nel campo del telelavoro. Agli inizi degli anni 2000, a seguito di alcuni processi di ristrutturazione, furono create alcune postazioni di telelavoro per operatori di call center che funzionano ancora in maniera positiva. Sisal ha come obiettivo oggi, quello di continuare l’esperienza del telelavoro, abbracciando anche nuove modalità innovative come lo smart work.

Con telelavoro si intende la possibilità di lavorare da casa, senza però perdere il contatto con l’azienda prevedendo comunque periodi di attività presso la sede. Per riportare un esempio, Sisal si avvale di una collaboratrice per il centralino che è ipovedente. Proprio per evitarle disagi legati agli spostamenti, la sua postazione è stata trasferita nel suo appartamento fuori Milano. Analogamente abbiamo anche casi di dipendenti neo mamme che stanno temporaneamente svolgendo le proprie mansioni anche da casa. Chiaramente, il telelavoro si lega alla tipologia di mansione che svolge il dipendente, ma siamo comunque in una fase di sperimentazione che sta portando ottimi risultati.

A differenza del telelavoro, lo smart work è invece un argomento diverso, a cui Sisal tiene molto perché lo ritiene un aspetto di modernità che va a rompere i tradizionali schemi spazio-tempo del lavoro. Si basa sulla possibilità, entro certi limiti, di concordare con il proprio responsabile delle giornate di lavoro fuori ufficio. Questo riguarda soprattutto quelle tipologie di attività programmabili per obiettivi. Questo tipo di impostazione necessita di supporti tecnologici (reti veloci, webcam, strumenti di condivisione dei documenti ecc), che andranno gradualmente sviluppati. Inoltre richiede un notevole cambiamento culturale: bisogna far si che le persone si sentano responsabilizzate nella gestione del proprio tempo e che i capi misurino le risorse in base agli obiettivi e non in base ai compiti, senza aver timore di perdere il controllo sulla risorsa. Questo, secondo me, da un lato dà ai lavoratori un senso di engagement e di responsabilizzazione rispetto a un’azienda che ripone in loro fiducia, dall’altra può portare ad un miglioramento dei processi organizzativi grazie al miglioramento dell’efficienza produttiva. Quindi migliore motivazione e soddisfazione del personale e miglior organizzazione dell’efficienza si uniscono assieme nel progetto di smart work per arrivare ad un miglioramento della produttività e chiaramente un abbattimento dei costi.”

Futuri sviluppi?

“C’è una task force che sta valutando gli scenari tecnologici e organizzativi dell’estensione del telelavoro a nuove attività. A parer mio questi scenari sono già attuabili a partire da quest’anno; aspetto tecnologico è secondo me il primo step su cui concentrarsi per raggiungere i primi obiettivi concreti. Nel breve periodo quindi l’obiettivo è il telelavoro, nel medio lo smart working nella sua più completa definizione. E’ un tema di forte responsabilizzazione. E’ un cambio di cultura e sempre più aziende stanno andando in questa direzione.”

Il gradimento dell’iniziativa sul Lavoro Agile è stato molto alto, pari ad un punteggio di 4,7 su un massimo di 5, senza differenze significative tra uomini e donne. Questo uno dei primi dati emersi dall’elaborazione dei questionari che sono stati somministrati ai partecipanti.

Siamo andati a conoscere il punto di vista anche di alcuni dei circa 30 dipendenti Sisal che hanno aderito e partecipato con entusiasmo alla giornata di lavoro Agile, e vi racconteremo su Storyboard della loro esperienza di lavoro smart.

Il contributo e l’impegno dell’azienda e dei collaboratori sono la chiave per trasformare la sperimentazione di oggi nella realtà di domani.