19 marzo 2014

Il Futuro è WoW. Tecniche per applicare la creatività in azienda! Prima Parte

Gruppo WoW 1

Tre tavoli a ferro di cavallo, 23 partecipanti e un kit, per una giornata di lavoro trasformata in “Palestra Aziendale creativa”

WoW Creatività kit 3

Storyboard vi mostrerà in due puntate come il brainstorming, l’utilizzo di giochi e di esercizi creativi possano sviluppare la creatività per dar vita a progetti innovativi al servizio della propria realtà aziendale.

Il Buongiorno: la frase che accoglie i partecipanti di Sisal:

Potenzia il tuo pensiero creativo e la tua immaginazione. Trasferisci tecniche di efficacia sperimentata. Lasciati guidare attraverso un viaggio nel mondo dell’intelligenza creativa e dell’immaginazione

La guida: uno degli ingredienti fondamentali in questo percorso è una buona guida, e per questo progetto è stata coinvolta Irene Bursese, di Inovia Network. Laureata in Economia e specializzata in Formazione e Sviluppo Risorse Umane, Diplomata in Counseling (Professional Counselor Accreditato e Consulente della Comunicazione) e Practitioner in Corporate Coaching. Irene si occupa da anni di sviluppo manageriale, engagement e motivazione in azienda. Interviene con progetti ad hoc su situazioni che possono emergere in specifici momenti della vita aziendale, del lavoro dei team e dei singoli individui. 23 anni di lavoro, 7 da dipendente, 7 da consulente per un agenzia francese…e 2 bimbi!

Gli Strumenti: è importante fornire degli strumenti e delle regole che accompagnino i partecipanti nell’intero sviluppo della giornata.

Irene: Iniziamo le prove di convivenza, le regole sono: libertà di espressione, ascolto costruttivo, confidenzialità, cellulari inoffensivi. Vi distribuisco delle campanelle da usare per regolare la critica. Sentitevi liberi di suonarle quando ritenete che qualcuno stia utilizzando la pratica del criticare”.

Il gruppo: per aiutare i partecipanti nella propria presentazione, si forniscono strumenti da interpretare in base al proprio vissuto. In questo caso, sono state utilizzate delle grosse carte da ramino con simboliche al centro, i partecipanti ritrovano qualcosa del proprio essere o del proprio vissuto all’interno dell’immagine e lo raccontano, rompendo l’imbarazzo iniziale.

WoW team al lavoro

 

Un arcobaleno può essere interpretato come il proprio essere solare e temporalesco, il 10 di fiori può diventare il numero del fantasista nel calcio ed essere da chi sente di fare la differenza in Azienda. Grazie a questo tipo di esercizio, il gruppo si scalda, arriva a descriversi in maniera inusuale e la creatività inizia a sentirsi nell’aria…

I nostri compagni di viaggio sono i componenti del WoW team! Uno speciale team di Sisal che è nato a partire dallo scorso ottobre 2012 quando Sisal si è impegnata in un progetto complesso e sfidante: l’adesione al “Great Place to Work”.

L’Amministratore Delegato Emilio Petrone, ha sottolineato, infatti, la volontà a migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti attraverso una bacheca dei servizi, maggiore flessibilità negli orari di lavoro, progetti di home working, iniziative di supporto/coaching in situazioni di disagio, convention a tema prevenzione/salute, per rendere l’azienda un posto migliore in cui crescere e lavorare. Viene quindi decisa un’indagine di clima in tutta l’azienda a cui ha risposto ben l’82% dei dipendenti e che ha evidenziato delle aree di miglioramento. Sono state selezionate in seguito 280 persone e creata una task force per rendere concreto e tangibile l’impegno verso il cambiamento.

E adesso? Adesso siamo in compagnia con le 23 persone che costituiscono il WoW team! Il team del cambiamento. Persone diverse fra loro per mansioni, provenienza, geografica e professionale, ma anche aspettative ed esigenze. Un gruppo molto eterogeneo che rappresenta Sisal in tutti i suoi aspetti e che lavora sul concetto di lavoro.

Ecco il perché del nome

WoW: Working on Work.

Per metterci subito all’opera…La creatività che cos’è?

E’ energia ma anche metodo.

Non abbiate paura a buttarvi perché il talento creativo è presente in tutti noi, basta saperlo tirare fuori” ricorda Irene.

La cosa più difficile però, “è quella di produrre le idee creative, fare del nuovo utile. La prima fase per arrivarci è quella di buttare fuori la maggiore quantità di idee possibili, non importa che siano giuste o sbagliate, ma tirarle fuori. Il primo allenamento è un esercizio che obbliga a pensare a come migliorare un luogo, una sala da bagno ad esempio, ed elencare tutte le idee per trasformarla in un luogo migliore…”

Il risultato di un esercizio come questo è sorprendente: solitamente vengono prodotte tante idee stravaganti e sfiziose, c’è chi riesce a produrne anche più di 40 in pochi minuti, ma c’è anche chi ne produce poche perché si sofferma sul dettaglio di ogni idea. In questa prima fase però, la cosa importante è di lasciarsi andare all’esplosione di idee, senza descriverle, per abituare la lampadina che è in noi…ad accendersi.

 

E se la lampadina non si accende? È colpa dei blocchi.

Irene elenca gli innumerevoli blocchi creativi da combattere e che non danno la possibilità ai singoli o ai gruppi di produrre idee e progetti in maniera fluida…Sono tanti vi chiederete? Tantissmi, più di quanto si possa immaginare perché l’emotività, il contesto culturale, o quello percettivo possono bloccare il flusso di idee…

Ma la palestra creativa insegna appunto, come superare i propri blocchi.

Ci si mette alla prova applicando la regola ad un ambito lavorativo, ad esempio alla creazione di un’agenzia per trovare l’anima gemella. Massima espansione creativa ma unica regola, non usare le “frasi killer” che bloccano la creatività: “non funziona”, “non c’e tempo”, “è fuori budget”, “non so, gli manca qualcosa

La fase del giudizio avviene dopo, non a questo stadio, perché il brainstorming sia produttivo dovete lasciare fluire il pensiero creativo senza però dare giudizi” ci ricorda Irene.

L’Imbuto

La giornata di palestra continua con la descrizione della prima fase produttiva. Le idee devono, come abbiamo descritto nell’esercizio precedente, essere prima prodotte nel maggior numero possibile per poi essere “versate” in un imbuto ed essere filtrare in base a tre criteri:

1. fattibilità,

2. efficacia rispetto all’obiettivo,

3. originalità.

La tecnica dell'Imbuto

Irene: “Dovete prendere esempio da Leonardo, essere un po’ artisti e un po’ scienziati. Utilizzare l’immaginazione e renderla applicabile.”

Ora, abbiamo avuto le idee, le abbiamo filtrate e abbiamo selezionato quelle da concretizzare…e ora?

Per approfondire la fase successiva, dovrete aspettare la prossima puntata!

Settimana prossima proseguiremo con il racconto della giornata e scopriremo le strategie per diventare degli “Inventori – Scienziati”.

Nel frattempo mantenete caldi gli ingranaggi, provate ad applicare le regole e ricordate che, come afferma Holderin “In te c’è tutto”, basta darsi il permesso di esprimerlo e ricordarsi che la creatività è un muscolo che va attivato e allenato.