18 aprile 2014

Il mondo del Food&Wine con lo Stile Femminile di Gabriella Crafa

Oggi Storyboard vi presenta Gabriella Crafa conosciuta in occasione dell’attività legata al Food&Wine nei punti Sisal Wincity! Una serata dedicata alla degustazione dove i veri protagonisti sono stati i vini. L’idea innovativa di unire il divertimento a serate da trascorrere in compagnia si è presentata in questa occasione con un assaggio dello spagnolo Mont Marcal, del francese Julien Meyer Vigneron e dello spumante nostrano Fongaro il tutto accompagnato da un ricco abbinamento di formaggi e salumi, selezionati per esaltare le qualità delle uve, in un ideale viaggio tra i sapori più autentici e una serata al di fuori del comune.

Gabriella, una donna anche lei fuori dal comune, ha dato vita a progetti tagliati al femminile che racchiudono, sotto il nome Asap, TvSerial, Dungo.it, MacchéTv, Cultart, Auto a Spillo e Stile Femminile, una serie di prodotti che vanno a rompere i canoni sull’online di content curation al femminile ma non solo…

Chi è Gabriella?

Gabriella è una donna con grande orgoglio vicino ai 40, che è stata sempre appassionata di comunicazione fin dall’Università e che ha coltivato questa passione arrivando ai new media. Mi sono Laureata in Lettere, ho lavorato in Rai per un anno in redazione, perché il mio sogno da adolescente è sempre stato il giornalismo, tanto che al Liceo sono diventata pubblicista. Dopo la Rai ho seguito un Master in Tecnologia dell’Informazione e dopo il Master ho iniziato a lavorare in ambito comunicazione interna soprattutto per quanto riguarda dei progetti importanti per le Intranet.

Ad un certo punto, 5 anni fa, ho deciso che volevo avere qualcosa di mio, mi sono interessata all’ambito editoriale e ho pensato che valesse la pensa investire in quel campo, soprattutto sul target “female”. Da lì ho avuto la fortuna di incontrare una persona che ha creduto in me e che è partita insieme a me in questa avventura. Sicuramente non è stato facilissimo perché non sapevo molto dell’ambito editoriale però avevo il mio progetto, la mia idea e ho proseguito per la mia strada.

E si parte con Stile Femminile?

Si il primo progetto del network è stato proprio “Stile Femminile”. Avevamo visto che il target “female” era abbastanza coperto ma comunque molto interessante. Abbiamo deciso di partire, quindi, con un portale generalista per poi andare a verticalizzare introducendo anche delle idee un po’ folli. Macchetv, per esempio, è un progetto video con cui abbiamo vinto anche dei premi, che è stato un po’ l’esempio di sperimentazione che volevo raggiungere autoproducendo tutti i contenuti che vedete pubblicati. Ci hanno chiamati l’“Internet Studios”. Ora sto coinvolgendo molto i giovani, invece, come gli studenti di Brera o come nel caso di TvSerial, dove 12 giovani della Cattolica lavorano sia sui contenuti video sia sul rilancio sui social.

Quali sono le 3 caratteristiche che ti hanno attratta nella rete?

Il digital permette di scardinare gli schemi a cui siamo abituati, e poiché io di indole sono una persona visionaria, il digital mi ha permesso di fare quello che avevo in mente fornendomi quella possibilità in più di osare.

Qual è il primo social che controlli quando ti svegli?

Facebook perché lo uso anche in maniera sommersa. Coordino, infatti, vari team di lavoro virtualmente. Non abbiamo una redazione e tutti collaborano da remoto con contatti frequenti sui gruppi social online. Facciamo riunioni periodiche su Skype e utilizziamo Drive per la condivisione dei contenuti.

Ma non vi vedete mai quindi?

La redazione di Stile Femminile, 15 persone da Barcellona alla Sicilia si è vista tutta insieme 1 sola volta.

Ci puoi raccontare i 10 passi che hanno permesso di avviare la tua startup?

I passi che ho percorso e che mi sento di consigliare sono come prima cosa informarsi tantissimo, poi costruirsi un metodo e confrontarsi con gli altri. Organizzarsi è importante per capire dove si vuole andare e come si vuole intraprendere il percorso.

Un’altra cosa importante è anche porsi il punto d’arrivo oltre il proprio obiettivo, quindi mirare in alto, perché se si mira in alto forse si riesce ad arrivare al centro. Sapersi contaminare e non pensare che il proprio progetto sia un’entità chiusa o il migliore del mondo e infine essere il meno autoreferenziali possibile perché con gli altri ci può essere uno scambio.

Donne e motori…

“Auto a spillo”! Con questo progetto siamo andati a beccare uno degli stereotipi più orribili sul mondo femminile: la donna al volante. Sicuramente c’è la donna tonta al volante ma c’è anche quella sportiva e quella che guida bene. E noi ci rivolgiamo proprio a questo target di donne.

Io vedo la donna come un essere ibrido, metà casalinga e metà manager e dovremmo tutti guardare alla figura femminile come un essere dalle molteplici caratteristiche. L’auto familiare può essere “for Business” con donne che lavorano in macchina,  “for Shopping” da donne che non si comprano per forza le scarpe ma magari la scala e la pittura per dipingere le pareti di casa.

Se hai una passione per il vino e se si da quando è nata?

Sono un’appassionata di vino ma solo se è buono! La mia passione è nata parallelamente alla passione letteraria. Io mi sono laureata in Lettere con una Tesi su Cesare Pavese e di Pavese ho apprezzato la descrizione della vigna come metafora della vita e questo mi ha portato ad approfondire la produzione delle Langhe. Sono stata nelle terre di Pavese e ho assaggiato i vini delle Langhe. Da lì ho iniziato un percorso molto graduale. Non mi considero un’esperta di vini ma posso dire di adorare in vini cilentani.

La cena perfetta?

Sono una carnivora quindi un bel filetto al pepe verde con un Amarone bello strutturato.

Come la rete sta cambiando il mondo del vino secondo te?

Guardando un po’ in giro le diverse tendenze, direi quello che sta succedendo al mondo del food possa essere applicato al wine; sto parlando della centralizzazione del consumatore che diventa in questo caso l’evangelista del vino. Non sono strettamente dei blogger ma dei consumatori che si fanno promotori di un vino, di un cibo, di un software. Questa è la tendenza che sta prendendo piede in tanti ambiti e sta succedendo anche nell’ambito vino. È importante quindi che le aziende e i produttori si attrezzino per cavalcare bene questo passaparola social per suggerire e dare spunti con il focus sull’esperienza. Fate un giro nel blog di Rudy Bandiera e Riccardo Scandellari che racconta come adoperare il mondo dei social network in funzione di un’autopromozione.

Noi intanto vi diamo appuntamento al prossimo viaggio nel mondo del food&wine nei punti Sisal Wincity e chissà che la “task force” di Gabriella non inserisca nel “palinsesto” online un nuovo progetto tutto Women&Wine!