26 giugno 2014

A lezione con Enrico Corso del CUS Verona Rugby

Il rugby è sempre una storia di vita, perché è lo sport più aderente all’esigenza di ogni giorno: lavoro, impegno, sofferenze, gioie, timori, esaltazioni. Non è uno sport da protagonisti, ma una somma di sacrifici (Luciano Ravagnani)

Amanti dello sport e del Rugby, vi ricordate l’articolo di Storyboard sul CUS Verona Rugby e l’iniziativa di Win for Life? Oggi andremo a lezione con uno dei giocatori del CUS Verona Rugby, Enrico Corso. Ma prima facciamo un passo indietro riportando le parole di Laura Vimercati, Responsabile Marketing BU Lottery di Sisal che ci mostra il coinvolgimento di Win for Life:

“Win for Life supporterà la giovane squadra veronese sulle divise, in campo e tra i tifosi per sostenere la passione, le emozioni e le gioie di uno sport unico che fa della correttezza e del rispetto i suoi valori fondanti. Valori che questi giovani si troveranno a praticare anche nella vita di tutti i giorni. E’ proprio per questo, e per garantire loro un futuro stabile e ricco di soddisfazioni, che siamo scesi in campo”.

Per il quinto anno consecutivo Sisal è infatti scesa in campo con la squadra veronese, con un sodalizio che va  oltre la semplice sponsorizzazione. Sisal Sostiene infatti la formazione universitaria con l’erogazione di borse di studio a favore di studenti meritevoli per l’anno 2013-2014.

Enrico Corso?

Presente

Atleta meritevole, ha dato prova della sua classe con giocate efficaci. Un ragazzo molto giocherellone ma quando è il momento di impegnarsi si applica al massimo per portare a termine gli impegni. Enrico è stato avvicinato al mondo del Rugby all’età di 4 anni, quando i suoi genitori lo portarono a vedere le partire del fratello. Scatta subito la passione e inizia l’avventura. Ora gioca come primo o secondo centro nel CUS Verona Rugby.

Soprannome in campo: semplicemente Enry.

Motto: se piace piace, se non piace pazienza.

Voto finale: 9

Enrico quali sono gli ingredienti per creare la buona miscela in un team?

E: Fiducia e voglia di mettersi in gioco.

Hai un coach o un maestro o un punto di riferimento nella tua vita? Se sì, chi è?

E: Sia nel rugby che nella la vita le mie guide o punti di riferimento sono i miei genitori, che mi hanno sempre spronato a dare il massimo in tutto quello sto intraprendendo.

Sei scaramantico in campo?

E: No, ogni momento è unico e non ritorna, ogni situazione necessita di una diversa preparazione.

Cosa dovremmo imparare dal mondo del Rugby?

E: Sicuramente il rispetto per se stessi e per gli altri che sono 2 delle caratteristiche principali del Rugby.

Quale personaggio, estraneo dal mondo del Rugby, vorresti che facesse parte del tuo team?

E: Serj Tankian, l’ex cantante dei System Of a Down e l’attore Charlie Sheen. Il primo perché con la sua voce riesce a darmi una carica immensa e il secondo perché darebbe un tocco di umorismo al team. Peccato che non sia un modello da seguire a causa dei suoi continui eccessi…

Attualmente è l’unica entrata concreta che ho, la uso sia per vivere che per lo studio” è ciò che hai dichiarato in  merito al contributo di Sisal: cosa significa per te Educazione?

E: Rispetto, sempre.

E come riesci a coniugare lo studio e lo sport?

E: Sono due impegni che mi piacciono, non richiedono grande fatica e li porto avanti volentieri.  Incastrarli è semplice e non devo sacrificare altre passioni.

Ci racconti la tua giornata tipo?

E: Mi sveglio un quarto d’ora prima del primo impegno della mattina, non faccio colazione, pranzo e mi svago per un paio d’ore. Poi studio e alla sera mi alleno regolarmente quasi tutto l’anno.

Un consiglio per tutti coloro che vogliono intraprendere questa carriera?

E: Allenarsi, allenarsi e allenarsi.

Suona la campanella, prima lezione dal mondo del Rugby terminata. Vi aspettiamo al prossimo colloquio con Niccolò Badocchi.

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