23 giugno 2014

I nuovi professionisti del Web e i loro superpoteri raccontati da Giulio Xhaet

Le professioni del Web

 

Un Italo belga proveniente dal mondo musicale, con il progetto di sviluppare il gruppo rock di cui è cantante. Nel 2006-2007 si rende conto di dover decidere del suo futuro, continuare il percorso musicale o intraprendere un percorso diverso? Opta per il palcoscenico del web, si laurea alla Facoltà di Scienze delle Comunicazioni a Torino e inizia a occuparsi di Myspace, Faceboook e YouTube. Un giorno partecipa a un job-meeting e viene notato dal responsabile dell’evento: “Ero più vecchio degli altri e avevo un voto di Laurea peggiore, lui ha visto un video musicale che avevamo ideato con la rockband e ha pensato che fossi la persona non-convenzionale che faceva al caso suo”.

Di chi stiamo parlando?

Di Giulio Xhaet, Digital Strategist, Founder di “Professioni del Web” e autore del libro Le Nuove Professioni de Web, Docente presso la Business School del Sole 24 Ore, Coordinatore didattico della Ninja Academy, e molto altro…

Essere proattivo ti permette di avere delle carte in più.”

(ndr. Quindi lavorare bene e basta, non basta!)

Oggi Storyboad ha incontrato uno specialista del web che ci aprirà gli occhi e la mente su un mondo ancora in fase di definizione e ricco di opportunità, uno spazio dedicato a giovani talentuosi. Giulio, infatti, ha posto la sua attenzione su un mondo che era ancora sconosciuto, quello della formazione legata al mondo digital, di cui è diventato un vero specialista.

(ndr. Antenne alzate!)

Grazie all’incontro con Luca Conti, la ricerca si è trasformata in Le Nuove Professioni del Web, una vera propria guida per percorrere le strade professionali della rete.

Da un’idea a un libro, da un libro a un’avventura dal nome “Professioni del web”, a brevissimo una S.r.l, che lavorerà sul territorio per diffondere la cultura delle professioni emergenti.

Da un percorso così ricco ad altrettanti interessanti progetti per il futuro?

G: Sto per intraprendere un progetto di formazione sul territorio. Si chiamerà “Made in digital” e vuole essere un ponte tra le realtà del territorio e le Industry, per unire la domanda e l’offerta in ambito web. Il nostro obiettivo però, e parlo al plurale perché in questa avventura coinvolgerò l’intera ciurma di Professioni del Web e non solo, è quello di coprire il territorio esplorando zone più decentrate per intercettare talenti e diffondere la nuova cultura web capillarmente.

(ndr. Giovani calabresi, molisani e della Basilicata tenetevi pronti anche voi!)

 Sul tuo sito leggiamo il termine Social Surfer, cosa significa?

G: Una persona in grado di lavorare e gestire la sua vita integrando online e offline… essere digital vuol dire soprattutto abbattere le barriere spaziali e temporali. É importante navigare nei social per conoscere persone che non potrei incontrare nella vita. Quello, però, è solo il punto d’inizio, poi bisogna muoversi e andare nella dimensione offline e conoscere le persone fisicamente. Jaron Lanier in “You are not a gadget” esprime molto bene questo concetto: “Quando le persone si conoscono dal vivo si passa dall’essere frammenti gli uni per gli altri a dei contatti tridimensionali”.

(ndr. da tenere a mente, “Her” è solo un film)

Rispolveriamo un grande classico “Il futuro non è più quello di una volta”, e ora come sarà?

G: In passato, negli anni ’60, il concetto di futuro era legato alla colonizzazione dello spazio o avremmo dovuto vivere come i Jetsons. E invece siamo tutti ancora qua, sulla terra, siamo però diventati esseri iper-connessi e iper-sociali. Non abbiamo colonizzato lo spazio ma abbiamo aumentato i nostri livelli di socializzazione; questo fenomeno, però, può essere utile e dannoso. Sto leggendo, infatti, “Generazione App” di Howard Gardner che racconta come tutto questo possa essere una grande opportunità ma anche un grande rischio: i ragazzi vedono, spesso, la propria vita, come una serie di applicazioni e noi tutti dobbiamo sforzarci di essere App-attivi e non App-dipendenti.

 (ndr. libro da caricare sul Kindle e da sfoggiare ai “Meetup”)

Però il nostro tempo ha avuto dei grandi Innovatori. Steve Jobs o Bill Gates?

(ndr. è come chiedere a un appassionato di musica Beatles o Rolling Stones)

G: Esattamente 50% e 50%, genialità ed etica insieme. Leggere la biografia di Steve Jobs mi ha fatto conoscere aspetti molto cupi di un genio.

Abbiamo l’opportunità di parlare con uno specialista della rete e quindi gli chiediamo di farci l’IDENTIKIT DEL PROFESSIONISTA DEL WEB

G: Deve essere molto proattivo, con una logica quasi punk. “Do it yourself” è il suo motto preferito. “Smanettone”, ad alto livello di socialità, quasi “rompiscatole” che cinguetta tutto il giorno: attenzione, però a posizionarsi sulla soglia tra lo spammer in senso buono e l’utilità.

ndr. Capito? La lista della spesa non è sempre utile da twittare)

Ora facciamo un gioco ispirato dal tuo sito. Se ogni professionista del web fosse un supereroe, quali dovrebbero essere per ognuno il o i super-poteri (terrestri) da avere o da sviluppare?

G:

Creatore dei contenutiCreatore di contenuti: deve avere unavoce caratteristica, ovvero saper raccontare le cose in maniera particolare.Un SUPERMAN, il giornalista che si trasforma in personaggio straordinario.

Content CuratorContent Curator: deve saper filtrare in tempo reale i migliori contenuti e le fonti della rete. FLASH, il supereroe più veloce dei fumetti!

Community ManagerCommunity Manager: l’empatica per eccellenza che deve creare uno speciale feeling con gli utenti. Ovviamente la super-donna per eccellenza, WONDER WOMAN!

Digital PrDigital PR: è il social surfer, che si applica nel creare networking integrando online e offline. Si muove nella rete come l’UOMO RAGNO!

AdvertiserAdvertiser: colui che si occupa della gestione multicanale di piattaforme. Il CAPTAIN AMERICA del web, che si arruola in missioni segrete proteggendosi o attaccando grazie al suo scudo!

Web AnalystWeb Analyst: deve saper leggere i dati ma anche interpretarli. Lo scienziato BATMAN che esercita mente e corpo nello scoprire i segreti dei dati.

Reputation ManagerReputation Manager: è una figura importante nella interpretazione linguistica e semantica. Come SILVER SURFER, ricoperto d’argento vaga nell’universo con la sua tavola da surf per scoprire elementi utili alla reputazione.

SEOSEO: è un vero maker che deve applicarsi nel testing quotidiano. Abbiniamo a questa professione, THOR, figura che prende spunto dal Dio lampo e del tuono, il supereroe dal lavoro duro quotidiano.

(ndr. Qual è il vostro supereroe preferito?)

E qual è secondo te, invece, l’Andy Wharol della rete che ha rivoluzionato il modo di comunicare?

Sarò banale ma è lo psicologo dei nostri tempi che ha saputo declinare la relazione in senso moderno: Mark Zuckerberg.

(ndr. “Non arrivi a 500 milioni di amici senza farti qualche nemico.”)

 Passiamo ai freelance e alle opportunità che la rete offre a questa categoria lavorativa

G: Ci sono diverse Community utili per i freelance, la più famosa èElance, poi c’èoDesk e in Italia va moltoShicon. Le Community non devono essere viste come un punto d’arrivo per trovare il lavoro ma uno strumento che permette di conoscere altre persone, creare legami e confronti, imparare e magari arrivare a monetizzare. A livello statistico i lavoratori freelance stanno crescendo di numero in modo esponenziale, tanto che negli States è stato sdoganato il detto: “Freelance is the new fulltime!”

(ndr. Keep Calm and Go Digital!)

E parliamo ora delle aziende. Nativi digitali vs Azienda analogica quali le aree di miglioramento e quali i punti di forza?

G: C’è ancora molto da migliorare. Le aziende stanno cercando di digitalizzarsi, però sono discontinue, perchè tendono a seguire l’istinto dell’AD o l’ultima moda. Quello che si deve capire, invece, è che il digitale non è nè una copia nè una declinazione di quello che si fa offline. È una reinterpretazione, deve quindi integrarsi all’universo offline mantenendo le proprie caratteristiche peculiari.

(ndr. Keep Calm and Ctr+Alt+Canc!)

Concludiamo l’incontro con la Dieta Digitale-quotidiana di Giulio Xhaet, chissà che non ci aiuti a sviluppare i super-poteri dei professionisti del web

G: Qualche anno fa 70% Pc 20% Tablet e 10% Smartphone

Oggi

60% Smartphone
20% Tablet
20% Pc

…e dal backstage…

Giulio grazie per l’intervista, ma… quando ti riposi?

G: Ogni tanto chiudo gli occhi. Ah no, vado anche in giro con la mia ragazza! J