22 luglio 2014

Intervista a Marta Cereda curatrice della Rassegna “Giorni Felici”

Rassegna Giorni Felici

Il 29 maggio si è aperta la quinta edizione di “Giorni Felici” sostenuta da Sisal, sponsor ufficiale della rassegna che continua il suo percorso nel sostegno al talento.

Una nuova generazione di artisti di paesi diversi, tra cui anche alcuni italiani residenti all’estero, “talenti in fuga” che sono entrati in Casa Testori e hanno creato un percorso interessante ed emozionate. Storyboard è andato a conoscere Marta Cereda, classe 1986, che ha curato con grazia e maestria questa rassegna.

 

Rispetto a questa mostra, hai usato un criterio particolare che ti ha portato alla scelta degli artisti?

M: Il criterio è stato influenzato principalmente dalla struttura di Casa Testori. Tutti gli artisti sono stati invitati per un sopralluogo e abbiamo “costruito” insieme le stanze. Li ho scelti cercando di pensare a una mostra in cui la casa potesse entrare in dialogo con il lavoro di ognuno.

È la prima mostra che curi?

M: No, mi sono avvicinata alla curatela grazie a Circoloquadro, uno spazio indipendente nel cuore della Fonderia Napoleonica Eugenia, a Milano, che mi ha permesso per la prima volta nel 2011 di confrontarmi personalmente con giovani artisti, in quel caso 40 studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera.

Come hai fatto ad arrivare a fare la curatrice così giovane?

M: Grazie alla curiosità, alla passione e allo studio.

Che consiglio daresti ai giovani che vogliono intraprendere il tuo percorso?

M: Non sono ancora nella posizione di dare consigli. Ma ne accetto molto volentieri.

Cosa significa per te talento e come è possibile valorizzarlo?

E’ necessario un sistema meritocratico di riconoscimento, sviluppo e valorizzazione di un potenziale e di un’eccellenza.

Come sta cambiando la comunicazione sull’arte con i new media?

M: Credo che i new media debbano essere uno strumento ulteriore per avvicinare le persone all’esperienza reale.

All’ingresso della mostra c’era il cartello al neon “Culture 24H”, l’installazione della 27enne di Belgrado Marjia Ševic. Qual è la dieta culturale di Marta?

M: Sono curiosa e onnivora. Viaggio, guardo e leggo tanto e tutto.

Andiamo a ripercorrere le stanze e i muri di questa casa artistica aperta alla curiosità, all’arte e alla creatività, salutiamo Marta Cereda chiedendole qual è stata una delle esperienze più profonde della Rassegna.

M: Posso parlare delle impressioni dei visitatori: sicuramente il lavoro di Elisabetta Falanga “L’altro livello della terra” di cui avete parlato per Art for Business ha coinvolto e colpito molto il pubblico con la rilettura della dimensione domestica segnata dalla malattia.