28 luglio 2014

Niccolò Badocchi, CUS Verona Rugby e le sue lezioni

Niccolò Badocchi?

Presente!

Dopo Enrico Corso, Storyboard è andato a incontrare Niccolò Badocchi, un altro giocatore del CUS Verona Rugby, squadra dalla lunga storia a cui è legata un’iniziativa tra sport e istruzione. Sisal, infatti, sta sostenendo la formazione universitaria degli studenti meritevoli del CUS Verona Rugby con l’erogazione di borse di studio per l’anno 2013-2014.

Niccolò è un’atleta dal gioco eclettico. Con i suoi 32 anni e la grande esperienza maturata ha dato un grande apporto al mondo dello sport, prima da giocatore e ora come futuro preparatore atletico. Originario di Rovigo, ha respirato Rugby dall’età di 5 anni . Dopo i Mondiali dell’87 in Australia decide di dedicarsi, appena quattordicenne, alla squadra che tifava da bambino, il Rovigo. Ora gioca in terza linea al CUS Verona Rugby.

Soprannome in campo: Bado

Motto: il duro lavoro paga sempre!

Voto finale: 9

Niccolò quali sono gli ingredienti per creare la buona miscela in un team?

N: Il rugby è uno sport che mi ha formato nella vita più di un’altra cosa. Ci sono molti ingredienti che costituiscono un buon gruppo e che si possono trasporre al lavoro e alla vita di tutti i giorni. Sicuramente il rispetto tra i compagni e tra giocatori e allenatore. Poi l’amicizia e il proiettarsi tutti nella stessa direzione…

Hai un coach, un maestro o un punto di riferimento nella tua vita? Se sì, chi è?

N: Sicuramente un paio di allenatori importanti della mia vita ma soprattutto mio padre . Lui è quello che mi ha più guidato, ispirato e “tenuto sulla corda”. Il suo giudizio è quello che mi è sempre interessato di più, senza averne timore però.

Sei scaramantico in campo?

N: Diciamo che metto in atto dei rituali più che avere oggetti o forme di scaramanzia. Prima della partita mangio sempre le stesse cose, ad esempio, la pizza alla carbonara con l’aggiunta di ricotta e spinaci; il riscaldamento in campo a coppie lo faccio sempre con lo stesso giocatore e sempre con gli stessi esercizi. Mi lego prima la scarpa destra della sinistra. Quando mi capita un infortunio serio, azzero tutto e riparto con altri rituali.Mi è capitato di buttare via delle scarpe costose appena comprate…

Cosa dovremmo imparare, invece, dal mondo del Rugby?

N: Il rispetto e il lavorare duramente. Se lavori in maniera costante e intensa, prima o poi la tua occasione nella vita arriverà.

Quale personaggio, estraneo dal mondo del Rugby, vorresti che facesse parte del tuo team?

N: Kobe Bryant perché sono appassionato di basket ed è il mio idolo a 360°. Mi piace la sua mentalità, è uno che non molla mai ed è un vincente nato. Sono cresciuto, atleticamente parlando, con dei ragazzi più forti di me ma alcuni di loro si sono persi perché non avevano la giusta mentalità e grinta. Se vuoi essere un professionista, come in altri sport si deve avere costanza. A 17 anni se uscivo 4 weekend in tutto l’anno era già tanto, puoi giocare il 23 di dicembre o il 4 di gennaio. Giochi di sabato, quindi non puoi uscire il venerdì sera e arrivi alla domenica che sei molto stanco e poi ricominci la settimana.

Qual è il tuo più bel ricordo e il tuo peggior ricordo dal mondo del Rugby?

N: I ricordi più intensi sono legati ad alcune partite di Coppa Europa contro Jonny Wilkinson e Sonny Williams, il celebre rugbista neozelandese. La malinconia mi viene, invece, pensando all’abbandono del Rovigo nel 2011 a metà anno. È stato un distacco duro.

“E’ fondamentale per sostenere le spese per gli studi, tenendo conto che l’Università che seguo è lontana dalla mia città” è ciò che hai dichiarato in  merito al contributo di Sisal: cosa significa per te Educazione?

N: è molto importante e significa studio, approfondimento e ricerca. Sto studiando scienze motorie per ampliare le mie conoscenze e diventare preparatore atletico.

E come riesci a coniugare lo studio e lo sport?

N: I primi anni che giocavo da professionista non è stato facile. Bisogna riuscire a ritagliarsi gli spazi giusti e darsi una regola fissa che ti può aiutare. Se hai gli allenamenti tutti i giorni devi pensare che comunque devi studiare tutti i giorni, proseguendo nel percorso di sacrificio.

Ci racconti la tua giornata tipo?

N: Mi alzo alle 8:00 ma dipende dai clienti ho la mattina perché faccio anche il personal trainer.  Verso 9:30 faccio una colazione sostanziosa dolce e salata. Alle 11:30 mi alleno in palestra, dovelavoro come istruttore. Pranzo, dalle 16:00 alle 18:00 studio e poi riprendo gli allenamenti alle 19.30 e rientro verso le 22:30 per poi andare a letto alle24:00. In tutto questo per fortuna convivo con la mia compagna, che vedo in palestra e nei piccoli ritagli di tempo.

Un consiglio per tutti coloro che vogliono intraprendere questa carriera?

N: Per tutti coloro che si devono ancora avvicinare a questo mondo, consiglio di spingere i bambini fino ai 14-16 anni ad avvicinarsi a questo sport che trasmette il giusto divertimento, il rispetto e la formazione. Per chi fa già parte di questo mondo, il non mollare mai e di avere una prospettiva da mantenere.

Suona la campanella, la seconda lezione dal mondo del Rugby è terminata. Chissà che presto non andremo a conoscere gli altri componenti della squadra, intanto vi salutiamo con il divertente video che hanno realizzato gli atleti del CUS Verona Rugby e con le parole di Laura Vimercati, Responsabile Marketing BU Lottery di Sisal che ci mostra il coinvolgimento di Win for Life nell’iniziativa:

“Win for Life supporterà la giovane squadra veronese sulle divise, in campo e tra i tifosi per sostenere la passione, le emozioni e le gioie di uno sport unico che fa della correttezza e del rispetto i suoi valori fondanti. Valori che questi giovani si troveranno a praticare anche nella vita di tutti i giorni. E’ proprio per questo, e per garantire loro un futuro stabile e ricco di soddisfazioni, che siamo scesi in campo”.