15 settembre 2014

Ice Bucket Challenge: quando un virus salva la vita

“Questo sono io, e queste sono tre persone, a cui darò il mio aiuto, ma deve essere qualcosa di importante, una cosa che non possono fare da sole, perciò io la faccio per loro… e loro la fanno per altre 3 persone…”

Dal film “Un sogno per domani” di Mimi Leder, 2000

 

Cosa è l’Ice Bucket Challenge? Tradotto in italiano, la “sfida della secchiata di ghiaccio”, è un gesto che accompagna una donazione ad un ente benefico. Un fenomeno diventato virale lo scorso luglio, dopo che la Als Association – un’organizzazione non profit americana che raccoglie fondi per finanziare la ricerca sulla SLA- l’ha adottato per promuovere un a campagna di sensibilizzazione contro questa terribile malattia.

Come funziona? Il procedimento è semplice: prendi un secchio di acqua ghiacciata, rovesciatelo addosso e dichiara la tua disponibilità ad effettuare una donazione per un’associazione benefica, a simbolo del tuo supporto alla causa. Infine, e qui si concentra il cuore della viralità dell’evento, lancia una sfida ai tuoi contatti per fare lo stesso. I tuoi contatti sfideranno a loro volta nuovi amici e la diffusione si farà esponenziale!

Ogni secchiata viene filmata e pubblicata su internet, facendo il modo che quante più persone possibili vengano coinvolte dall’iniziativa ripetendone il gesto.

Qual è il social network che ha visto il maggior numero di video dell’Ice Bucket caricati? Ovviamente Facebook, dove sono stati visualizzati più di 10 miliardi di volte raggiungendo oltre 440 milioni di persone!

Il delirio dell’Ice Bucket Challenge ha coinvolto davvero tutti, la lista di celebrità è impressionante: da Mark Zuckerberg a Bill Gates fino all’ex presidente George W. Bush, sono centinaia le very important person d’oltreoceano che hanno effettuato video e donazioni per la ricerca. Per i più curiosi, esiste un sito web che raccoglie in un grafico tutti i vip partecipanti e le loro nomination

E in Italia? La secchiata d’acqua gelata per sostenere la ricerca sulla SLA, solo pochi giorni dopo la sua diffusione negli USA, ha fatto il giro del mondo contagiando volti noti di cultura, spettacolo, sport, informazione e politica.

Persino il Presidente del Consiglio, primo premier in carica a partecipare all’Ice Bucket Challenge, ha deciso di partecipare alla raccolta fondi, destinando la sua offerta alla Fondazione Vialli e Mauro per la ricerca e lo sport. Hanno seguito il suo esempio, tra i tanti, il Presidente della Juventus Andrea Agnelli e il capitano Gianluigi Buffon. E anche le aziende italiane non hanno fatto mancare l’appoggio alla ricerca, se pensiamo che ha partecipato all’iniziativa addirittura la mitica Fiat Cinquecento.

Qual è il risultato di un fenomeno come quello dell’Ice Bucket Challenge, al netto di polemiche inevitabili ma difficilmente utili? Nessuno oggi può dire di non conoscere la SLA e i suoi effetti sull’organismo.

Per dirla con le parole di Massimo Mauro, presidente della Fondazione Vialli e Mauro, «da due mesi tutto il mondo parla della ricerca sulla Sla: era una malattia dimenticata, ma adesso non lo è più grazie a questa vera e propria campagna di comunicazione».

ice bucket fvm
Sisal dal 2012 è a fianco di AriSLA con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica sulla SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica e a partire da quest’anno ha raddoppiato l’impegno, sostenendo la Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport Onlus. Una collaborazione che ha permesso di finanziare una borsa di ricerca in neurologia sulla SLA presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Torino.