19 gennaio 2015

Brevissima (e ironica) guida per le aziende che comunicano con i social media

di: Davide Licordari
Social Media Strategist
Davide Licordari

Siamo nel 2015, e nel 2015 è chiaro a quasi tutte le aziende che ignorare i social media non è una grande idea. Il che è cosa buona e giusta, una di quelle conquiste epocali di cui si ricorderanno gli annali.

Se il primo passo è rendersi conto che ignorare l’impatto dei social sull’utilizzo del web è quanto meno azzardato, il secondo è comprendere quali siano le modalità più efficaci per utilizzare i social network. Si narra che gli eredi degli alchimisti medievali si siano trasformati negli anni in consulenti di social media marketing.

I social media non sono canali di vendita, care le mie aziende, tatuatevi questa frase.
Sono luoghi di ritrovo virtuali presso i quali gli utenti passano il tempo, interagiscono con gli amici, si distraggono e raramente pensano a cosa acquistare. Luoghi di distrazione di massa all’interno dei quali le aziende devono inserirsi, in punta di piedi, per portare avanti una comunicazione brillante ed empatica.
Dimenticandosi, almeno per una volta, di quello che vendono.
Ricordandosi che spesso vale più l’autorevolezza conquistata a suon di sorrisi strappati agli utenti che uno sconto del 10% su una spesa minima di 100€.

Su questi canali cambiano le priorità e gli obiettivi: il dialogo assume importanza fondamentale, il confronto anche, la possibilità di risolvere problemi o dubbi in velocità è fondamentale.
Nulla che un caro vecchio fax non possa fare, ma è così poco chic nel 2015. (Scherzo, eh.)

Eppure.

Se frequentate i social media vi sarete accorti che la realtà spesso si discosta da queste semplici indicazioni.

Un utente osa lamentarsi sulla pagina Facebook dell’azienda del prezzo troppo alto di un prodotto? Scatta la caccia all’uomo. L’utente viene prima insultato (mai dire a un’azienda che qualcosa non funziona), poi cancellato, infine bannato e il suo nome va sul libro nero aziendale.

E cosa dire di quelle aziende che a qualsiasi ora del giorno e della notte ricordano ai followers quanto sia conveniente lo sconto di 10 centesimi sui fondi di magazzino (fino a farsi odiare, ovviamente)?

Le mie preferite sono le “aziende leader del proprio settore, giovani, innovative e dinamiche” che si comportano con i social media come un bambino al parco giochi. Ed ecco che vediamo pagine Facebook zeppe di gattini pelosetti, battutacce da bar, sfottò da Curva Sud e contenuti ruffiani per ottenere 10 likes in più. Comunicazione aziendale, questa illustre sconosciuta.

Comunicare la propria azienda sui social media non è né difficile né impossibile, l’importante è avere ben chiari tre concetti:

1) I social network sono canali di comunicazione perfetti per entrare in contatto in maniera informale con utenti che sono in un momento di svago;
2) La qualità è più importante della quantità: meglio avere qualcosa di interessante da dire ogni 3 giorni che dire qualcosa di totalmente inutile ogni 3 ore;
3) Utilizzando i social network ci si espone a critiche e domande scomode: invece di andare in crisi e offendersi, pensiamole come un’opportunità per entrare in contatto con un cliente insoddisfatto da “redimere”.

Facile, no?

Piccola bio:
Social Media Strategist, blogger, formatore. Torinese. Ho ideato i TweetAwards, maggior evento italiano dedicato a Twitter. Amo cucinare (e mangiare), bere una birra in buona compagnia, leggere pagine di Wikipedia a caso e cercare di vincere un campionato a Football Manager.

– Blog: www.davidelicordari.com
– Twitter: @davidelico