27 febbraio 2015

Work smarter not harder!

Smart Working

Su Storyboard vi abbiamo parlato di smart working e del modo in cui Sisal ha partecipato, lo scorso anno, alla prima Giornata del Lavoro Agile, organizzata dal Comune di Milano.
In vista della prossima edizione, prevista per il 25 marzo, e della partenza dello SmarTeam, un gruppo di lavoro interno all’azienda che affronterà il tema smart working, vogliamo presentarvi l’esperienza di due dipendenti Sisal: Laura Margherini, Web Product Manager nella business unit Online Gaming, e Alessia Panzeri, Legal Specialist nella Direzione Affari Legali e Societari
Alessia e Laura hanno aderito al progetto pilota smart working concordando con l’azienda la possibilità di lavorare alcune giornate in sede ed altre fuori dall’ufficio. Le abbiamo incontrate per farci raccontare la loro esperienza.

Work Smart

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Puoi spiegarci sinteticamente in cosa consiste, per te, lo smart working?

Laura: Io personalmente lo intendo come la possibilità di lavorare dove, quando e come si vuole, anche in mobilità, non più vincolati alla presenza sul posto di lavoro. Questo non significa soltanto poter lavorare da casa, ma anche in altri luoghi al di fuori delle mura domestiche.

Io vivo distante da Milano, quindi per me smart working significa poter lavorare in treno, recuperando i tempi di viaggio, lavorare da casa o mentre accompagno i miei figli al corso di nuoto rispondendo a mail e telefonate in “orario di ufficio” senza perdere l’opportunità di guardarli mentre nuotano…

Alessia: per quanto riguarda la mia esperienza, lo smart working è “lavorare tra le mura di casa”, eliminando i tempi di spostamento in auto ed in treno ed ottimizzando ogni momento della giornata, sia per le esigenze lavorative che per quelle familiari.

Quali sono i principali vantaggi che ha apportato alla tua vita?

Alessia: La qualità della mia vita, ed in particolare quella della mia famiglia, sono migliorate notevolmente: sono mamma di due bimbe e abito distante dalla sede di lavoro, lo smart working mi consente ogni giorno di far colazione insieme a loro e a mio marito, di accompagnarle ai rispettivi asili e di andare a prenderle, concedendomi la tranquillità di poter essere “vicina” a loro, qualora subentrassero eventuali emergenze o un semplice malanno.

Lavorare da casa mi sottrae alla vita “da pendolare”, pertanto anche ai continui disagi del trasporto ferroviario (ritardi, scioperi, cancellazioni di treni) che tolgono tempo ed energia sia alla vita lavorativa che a quella familiare, consentendomi di vivere appieno le giornate.

Laura: Lo smart working mi ha offerto una concezione del lavoro diversa, in passato la qualità del lavoro veniva misurata in base alle ore trascorse in ufficio. Con lo smart working la performance è focalizzata sul raggiungimento degli obiettivi. Non importa più quante ore lavori ma quali obiettivi raggiungi, per cui sei tu stesso ad organizzare le tue attività in base alle priorità della giornata o a quelle di medio – lungo periodo.
Lo smart working mi ha aiutato anche ad eliminare alcuni fattori di stress come quello da viaggio o quelli causati da attività extra lavorative che sono difficili da gestire durante il regolare orario di ufficio.

Credi che lo smart working abbia creato valore nel tuo modo di lavorare, in che modo?

Laura: Il valore è dato dalla possibilità di riuscire a focalizzarsi di più su certe attività, essendoci a casa meno elementi di distrazione: la giornata è più facilmente pianificabile ed è più facile rispettare la tabella di marcia. In ufficio rischi di essere interrotto e di dover spostare il focus continuamente. Tuttavia la condizione ideale è comunque mantenere un equilibrio tra il lavoro in sede e quello in mobilità.

Working from home

Working from home

Alessia: In primis direi che, considerata la distanza di casa mia dalla sede di lavoro, lo smart working mi conferisce molta tranquillità e serenità: se ci sono emergenze o attività che devono essere chiuse entro determinati termini, so che posso dedicarvi il tempo necessario senza dipendere dagli orari dei treni e pertanto gravare sull’organizzazione della famiglia.
Lo smart working porta ad una rivisitazione del modo di lavorare: l’essere “sola” davanti al pc implica necessariamente un’organizzazione del tempo lavorativo e pertanto delle attività da svolgere in maniera autonoma, con maggiore spazio per la riflessione e stante l’assenza di distrazioni, maggiore concentrazione.
Nel rispetto delle urgenze e delle varie priorità solitamente organizzo la giornata suddividendo le attività da svolgere per tipologia ed affinità, riservando solo alcune di esse al giorno in cui sono in sede, che solitamente cerco di dedicare agli incontri de visu.

Ci sono degli aspetti del lavoro “d’ufficio” che ti mancano quando lavori da casa?

Alessia: Senza dubbio il contatto con le persone e le dinamiche proprie della vita d’ufficio, che sono parte integrante del tempo dedicato al lavoro e pertanto della vita. Sono aspetti che difficilmente si valorizzano nel quotidiano, sono dati per scontato ed invece sono importanti: il confronto con le persone aiuta a crescere ed arricchisce.

SMARTLaura: Sicuramente mi manca la possibilità di avere degli scambi con gli altri. Con il lavoro da casa diventa più complicato il confronto diretto perché vi è sempre uno strumento che fa da intermediario.
In tante attività che si svolgono può essere utile la voce di corridoio, per cui l’essere distanti fisicamente riduce la possibilità di chiedere consigli o informazioni, che a volte vengono fuori semplicemente bevendo un caffè alla macchinetta.
Infine a casa a volte mi risulta molto difficile “staccare”. Quando lavori in ufficio, anche il solo fatto di spostarsi fisicamente aiuta a “chiudere la porta” e a dedicarsi ad altro. Quando invece lavori da casa capita che non riesci a staccare mai… A volte mi sono ritrovata a leggere mail alle 22! Per controllare questo “fattore”, che alla lunga potrebbe diventare un elemento di stress, e per essere coordinata anche con i tempi degli altri, tendenzialmente cerco di darmi gli stessi orari che ho in ufficio.

Ho notato che ci sono molte aziende che si stanno muovendo nella direzione dello smart working e secondo me è una direzione interessante da percorrere. Ovviamente è necessario essere dotati di una strumentazione tecnologica che consenta la gestione di questa presenza virtuale a lavoro. E’ un vantaggio anche a prescindere da quanto abiti distante dalla sede dell’ufficio: tutti hanno lo stress da spostamento, da mezzi pubblici, da traffico o da cattivo tempo.
Lo smart working è un modo inclusivo di vivere il lavoro: la vita non va più a compartimenti stagni ma diventa un unicum, che è la propria quotidianità!

Grazie ad Alessia e Laura, per la loro disponibilità e per la chiacchierata. Speriamo davvero che siano sempre di più le aziende che si doteranno di tutti gli strumenti possibili per rendere il lavoro dei loro dipendenti, veramente “smart”!