3 aprile 2015

Green marketing. Cos’è e perché alle aziende conviene essere “verdi”.

Green Marketing

Cosa influenza il consumatore nella sua scelta di acquisto, oltre alla differenziazione di prezzo, in un contesto in cui il “rumore di fondo” di comunicazione, lanci, campagne è diventato fortissimo?

Grass LampIl green marketing o marketing verde cerca di conferire una ragion d’essere in più ai prodotti e ai brand. Nel farlo, non si limita soltanto ad offrire ai consumatori un prodotto o servizio più “ecologico” ma imposta una tipologia di comunicazione completamente differente, orientata a sottolineare il carattere “green” di alcune parti o dell’intero processo della filiera produttiva oltre che del prodotto stesso.
Il green marketing riguarda infatti tutte, o almeno una delle 4 P del marketing mix tradizionalmente inteso (prodotto, prezzo, promozione e distribuzione).

Quello che si mette in atto nell’implementazione di una politica di marketing “verde” è un processo di differenziazione basato sulla reputazione e sulla propensione alla sostenibilità di un’azienda. Si cerca di attribuire al brand un vero e proprio ruolo sociale che porti il consumatore a scegliere o non scegliere una determinata marca in base alla sua vocazione “green”.
I consumatori sono sempre più attenti alle componenti dei prodotti, al loro packaging o alle attività di responsabilità sociale che vengono attuate dalle aziende a tal punto da giustificare un prezzo d’acquisto più alto di quello del concorrente che non attua questa stessa politica.
Ma il green marketing non riguarda soltanto i consumatori finali, cerca di soddisfare anche le necessità degli altri stakeholder di un’azienda tra i quali i più diretti sono i fornitori, le istituzioni e il territorio di riferimento.

Greenwashing

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Molto spesso però le aziende si limitano semplicemente a connotare la comunicazione di un prodotto con tematiche legate al “green” senza però andare ad agire concretamente sul prodotto. Si parla in questo caso di “green washing, una tendenza che si è diffusa largamente tra le aziende di tutto il mondo.
Da qui la necessità di attuare controlli su quelle che sono le attività “verdi” dichiarate dalle aziende, in modo da riuscire a distinguere quelle agite realmente da quelle solo dichiarate.

Anche se il green marketing si sta diffondendo notevolmente solo negli ultimi anni, ha una sua storicità. E’ infatti nel 1975 che la American Marketing Association (AMA) tenne il primo workshop di “Ecological Marketing” riunendo accademici ed esperti che hanno acceso i riflettori sul tema. Ma è soltanto nel processo di saturazione dei mercati degli ultimi decenni che è diventato una leva strategica per le imprese.

Green marketing

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La tendenza al Green sta prendendo piede anche in Italia: GreenItaly 2014, rapporto annuale di Unioncamere e Fondazione Symbola testimonia che il 22% delle aziende italiane (341.500 in tutto) stanno andando in questa direzione, investendo in tecnologie per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.

Tra le prime aziende italiane che si sono orientate verso questo filone c’è sicuramente Eni che ha fatto dello sviluppo sostenibile e della vocazione ecologica uno dei punti di forza del suo posizionamento e del suo modo di comunicare. Ma molte altre, grandi e piccole, stanno attuando politiche di green marketing, più o meno radicali.

Queste politiche, se attuate concretamente, possono offrire opportunità reali per le aziende, per differenziarsi e posizionarsi in maniera strategica nel proprio mercato di riferimento, ma ancora di più possono far scaturire grandi benefici per il nostro pianeta.




Commento scritto il 08-04-2015 da Alessio:

Decisamente il "green" non può che fare bene