24 novembre 2015

L’imprenditorialità italiana in mostra

Materiali Museo Sisal

Un’esposizione di oggetti Made in Italy, che appartengono alla vita quotidiana degli italiani e che raccontano la storia della nostra cultura, è stata ospitata fino allo scorso 31 ottobre presso lo Spazio Folli a Milano.

Locandina della mostra

“Il grande gioco dell’industria – 50+1 oggetti che hanno fatto la storia dell’impresa italiana”

La mostra “Il grande gioco dell’industria – 50 + 1 oggetti che hanno fatto la storia dell’impresa italiana”, è stata organizzata da Museimpresa, l’Associazione italiana dei musei e degli archivi d’impresa promossa da Assolombarda e Confindustria.

Tre anni fa, sulla rubrica “Oggetti d’impresa” del domenicale de Il Sole24Ore tenuta da Francesca Molteni (curatrice della mostra), l’Associazione ha lanciato una sfida a tutte le aziende italiane che hanno un proprio archivio o un museo, invitandole a selezionare e a raccontare sulle pagine del giornale un oggetto rappresentativo della loro attività che fosse anche un’icona per la storia dell’industria italiana.
Il punto di arrivo è stato la mostra che attraverso 50 oggetti più la spoletta volante, il simbolo della rivoluzione industriale che funge da incipit per il racconto di tutti gli altri oggetti, ha permesso di narrare la storia di un’Italia che appartiene a tutti noi.

Tra i grandi pannelli, che con le loro immagini e informazioni hanno permesso di raccontare la storia dell’industria del nostro Paese, sono stati esposti oggetti che hanno fatto parte della vita di ogni giorno come la pasta Barilla o il contatore elettrico dell’Enel; ma anche pezzi che hanno contribuito a rivoluzionare totalmente la nostra esistenza, come la prima “macchina per fare i calcoli” Olivetti.

Campari Soda

Il pannello di Campari Soda all’interno della mostra

Altri, veri e propri pezzi di design, raccontano come, attraverso la collaborazione tra impresa e artisti, sono stati realizzati alcuni prodotti che rappresentano icone immutabili del nostro modo di consumare e di vivere. Un esempio è la bottiglia del Campari, nata dalla collaborazione tra l’azienda milanese e l’artista Fortunato Depero oppure la poltrona di Rubelli progettata dal celebre architetto Gio Ponti.

In esposizione anche la Schedina del Totocalcio, espressione del primo gioco a pronostici legato al calcio. Come ha sottolineato Cristiana Schiopu, Responsabile Archivio Storico del Gruppo Sisal, ”la mostra si è tradotta in un’opportunità inedita di leggere la storia dell’imprenditoria italiana, dove il patrimonio di Sisal assume un ruolo di primo rilievo. Un’opportunità per noi di raccontarci attraverso la Schedina – la scelta è stata della curatrice – e di evocare un mondo, ormai tramontato, fatto di spuntatori, spoglio domenicale, strappaschedine e bagnabollini.”

 

Il Totocalcio era nato nel dopoguerra dall’idea di tre giornalisti sportivi, Massimo Della Pergola, Fabio Jegher e Geo Molo per contribuire alla ricostruzione degli stadi distrutti dal conflitto mondiale e ha rappresentato una costante nella vita di molti italiani per settant’anni.

 

 

La schedina Sisal

La schedina Sisal all’interno della timeline della mostra

La prima schedina è soltanto un elemento di tutto l’heritage aziendale del Gruppo Sisal raccolto nell’archivio storico d’impresa di Peschiera Borromeo, messo in piedi grazie al progetto MEIC, acronimo di memoria, evoluzione e identità condivisa.

Il patrimonio custodito nell’archivio permette di evidenziare come Sisal è stata protagonista del tempo libero degli Italiani attraverso un impegno costante, dato dall’interazione delle numerose attività di responsabilità sociale con le lungimiranti strategie di business.